Privacy Policy

Pagine

26 giugno 2009

Ignacius graybullianus, ovvero l'evoluzione del cervello negli antichi primati

Un articolo apparso su Le Scienze fa riferimento a uno studio eseguito sul cranio fossile, di circa 4 cm. di lunghezza, appartenuto a una specie chiamata Ignacius graybullianus, dell’ordine ormai estinto dei Plesiadapiformi. Secondo Mary Silcox, una delle autrici dello studio, i plesiadapiformi sono da considerare l’ordine più primitivo dei primati, sicché è di grande importanza studiarne i fossili, per comprendere il cammino evolutivo che ha portato i primati a separarsi dal resto dei mammiferi.
Lo studio, ora pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences restringe le possibilità circa le cause dell’evoluzione di cervelli di maggiori dimensioni tra i primati. Il passo verso un cervello di maggiori dimensioni avvenne per effetto di un’accelerazione evolutiva circa 10 milioni di anni dopo l’estinzione dei dinosauri. A quell’epoca, si svilupparono proporzionalmente di più le regioni che sovrintendono alla visione, mentre il bulbo olfattivo si mantenne in rapporto più piccolo.
I ricercatori hanno scoperto che le dimensioni del cervello di questo primate, vissuto circa 54 milioni di anni fa, erano troppo piccole per far discendere l’aumento delle dimensioni del cervello nei primati dall’acquisizione della capacità di arrampicarsi sugli alberi e di nutrirsi di frutti, già posseduta da questo antico animale.
Per molti aspetti, i primati delle origini si comportavano come quelli attuali, ma erano dotati di un cervello che era da metà a due terzi delle minime dimensioni di quelli moderni: ciò implica che fattori quali la capacità di arrampicarsi sugli alberi o una dieta a base di frutta possono essere eliminati come cause potenziali dell’evoluzione di un cervello di maggiori dimensioni, dal momento che Ignacius, dotato ancora di un cervello piccolo, già aveva queste abitudini.”
L’aumento delle dimensioni del cervello dei primati fino alle dimensioni odierne potrebbe essere collegato, pertanto, all’acquisizione di una maggiore specializzazione visiva del cervello. L’analisi tomografica del cranio di Ignacius graybullianus ha infatti mostrato una predominanza dei lobi olfattivi, a indicare che l’olfatto era il senso preminente per il suo orientamento nell’ambiente.

Calco virtuale dell’interno di un cranio fossile di Ignacius graybullianus

Riferimenti:

Nessun commento :

Posta un commento