DOCUMENTI Andrea Scanzi, Il Fatto Quotidiano
Ricerca sulla (solita) musica pop
I soliti accordi”. Lo cantava Enzo Jannacci, 18 anni fa a Sanremo con Paolo Rossi. E lo dice adesso un – non troppo rivoluzionario – manipolo di studiosi spagnoli, capitanati da Joan Serra. Per mesi hanno vivisezionato l’archivio smisurato di Million Song Dataset, database consultabile da chiunque in Rete. Cinquecentomila canzoni uscite tra il 1955 e il 2010. Duecentottanta gigabyte di file audio, appartenenti a circa 45mila artisti diversi. I parametri di paragone sono stati tono, timbro, intensità. La sentenza, pubblicata ora su Nature Scientific Reports, è spietata: il pop occidentale è ormai imploso su se stesso. La musica popolare non ha più idee, come già pareva suggerire la moda della cover. “Il discorso musicale si è omogeneizzato, è un po’ tutto uguale – ha detto Serra – Gli indicatori numerici della diversità di transizione fra le combinazioni delle note sono costantemente diminuiti negli ultimi 50 anni”.