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Visualizzazione post con etichetta società. Mostra tutti i post
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06 ottobre 2012

Quella libertà senza futuro che impedisce di crescere

DOCUMENTI Massimo Recalcati, la Repubblica

L'adolescenza, da sempre un'età problematica, è diventata ultimamente infininita. La colpa è soprattutto degli adulti, i padri non sanno tramontare e così uccidono i figli. Poter fare tutto, ma non avere prospettive per l'avvenire crea il disagio di oggi

UNA VOLTA gli psicoanalisti consideravano la crisi dell'adolescenza come una manifestazione psichica della tempesta puberale che trasformava il corpo infantile in quello di un giovane uomo o di una giovane donna. Era il risveglio di primavera: come abitare un nuovo corpo che non è più il corpo di un bambino ma che manifesta con forza nuove esigenze e nuovi desideri?

Oggi la forbice evolutiva distanzia sempre più pubertà e adolescenza: l'età puberale sembra imporre una nuova precocità - bambine e bambini di 10-11 anni si comportano come veri e propri adolescenti - mentre, al contrario, l'adolescenza sembra non finire mai. Questa sfasatura è però l'indice di un'altra e più profonda contraddizione che rende per certi versi insostenibile la condizione dei nostri giovani. Da una parte essi si trovano gettati con grande anticipo sulla loro età mentale in un mondo ricchissimo di informazioni, saperi, sensazioni, opportunità di incontro, ma, dall'altra parte, sono lasciati soli dagli adulti nel loro percorso di formazione.

27 agosto 2012

Insulto dunque Navigo

DOCUMENTI Beppe Severgnini, Corriere della Sera

Pierluigi Bersani ha ragione, ma sbaglia aggettivo. Chi approfitta di Internet per insultare gli avversari non è «fascista»: è un maleducato. Immaginate, tuttavia, due leader di partito che, di questi tempi, si danno del maleducato. Qualche anziana maestra capirebbe, ma pochi altri.

«Fascisti!». Nel grido bersaniano contro Grillo & C. c'è molta autobiografia. Quarant'anni fa, quando la chiesa comunista faceva sul serio, il vocabolo era una scomunica. «Fascista!». E qualsiasi discussione - dalle assemblee sindacali ai collettivi studenteschi - si chiudeva lì. La cosa grave è che a quei tempi i (neo)fascisti c'erano davvero, ed erano pericolosi; ma degli aggettivi, mussolinianamente, se ne fregavano.

10 agosto 2012

Milano è la capitale dei single Più otto per cento in due anni

DOCUMENTI Alessia Gallione, la Repubblica

I dati sulle residenze: nel 51 per cento delle famiglie una sola persona. Le coppie sposate oggi sono soltanto il 30 per cento dei nuclei mentre le convivenze sono in costante ascesa

È sempre più la capitale dei single, Milano. Una crescita ormai inarrestabile, con chi dichiara all’Anagrafe di vivere da solo che, anno dopo anno, guadagna posizioni e valori percentuali. A fine 2009 i single erano 340mila, il 49% delle famiglie; a dicembre 2011 erano già saliti a 368mila, il 51% dei nuclei residenti in città. La maggioranza. Un balzo in avanti di oltre l’8% in due anni. Che assume la consistenza del fenomeno sociale in rapidissima crescita se si torna indietro nel tempo e si interrogano gli archivi di via Larga del 2001: da allora, in appena dieci anni, da quando i cognomi solitari sui campanelli dei condomini erano 276mila, la crescita è stata di oltre il 30%.

01 agosto 2012

Aiuto, sono finite le note

DOCUMENTI Andrea Scanzi, Il Fatto Quotidiano


Ricerca sulla (solita) musica pop

I soliti accordi”. Lo cantava Enzo Jannacci, 18 anni fa a Sanremo con Paolo Rossi. E lo dice adesso un – non troppo rivoluzionario – manipolo di studiosi spagnoli, capitanati da Joan Serra. Per mesi hanno vivisezionato l’archivio smisurato di Million Song Dataset, database consultabile da chiunque in Rete. Cinquecentomila canzoni uscite tra il 1955 e il 2010. Duecentottanta gigabyte di file audio, appartenenti a circa 45mila artisti diversi. I parametri di paragone sono stati tono, timbro, intensità. La sentenza, pubblicata ora su Nature Scientific Reports, è spietata: il pop occidentale è ormai imploso su se stesso. La musica popolare non ha più idee, come già pareva suggerire la moda della cover. “Il discorso musicale si è omogeneizzato, è un po’ tutto uguale – ha detto Serra – Gli indicatori numerici della diversità di transizione fra le combinazioni delle note sono costantemente diminuiti negli ultimi 50 anni”.

29 luglio 2012

Nel mondo senza leader è la rete che domina

DOCUMENTI Furio Colombo, Il Fatto Quotidiano

Qualcosa è accaduto mentre noi eravamo occupati nel tentare di salvarci dalla bancarotta. Sono scomparsi i leader. Non parliamo di quelli che c'erano nel passato "normale". Si sono tolti di mezzo da soli, a volte, in circostanze drammatiche. Altre volte semplicemente sono svaniti come nell'effetto speciale di un film. C'erano, e occupavano spazio, notizie, interviste, talk show. C'erano e non ci sono più. Sono ancora in giro, ma non in favore di telecamere. Se parlano non si sente la voce. E non trascinano nessuno. Il fenomeno non è solo italiano. Il mondo in questo momento è occupato da marce e comizi, da sit in e assemblee, dove nessuno guida e nessuno ha qualcosa di speciale da dire, non nel senso del carisma, della leadership, del messaggio con cui mettersi alla testa di una folla.

Amore & Morte 2.0

DOCUMENTI Marco Mancassola e Giorgio Fontana, Corriere della Sera


Dating online. Cacciatori precari di desideri reali

Là fuori, nonostante tutto, da qualche parte c’è l’amore. Sì, da qualche parte c’è una persona per me. È forse l’ultima estrema suggestione del post-romanticismo occidentale. Ma la persona giusta è nascosta dalla cortina fumogena della complessità, dalle complicazioni incrociate della vita, dal rumore di fondo della società in affanno: come trovarla? La risposta più immediata viene dai siti di incontri. Nella società del social love, dell’inafferrabile affettività nell’era della connessione e dei social network, i siti di incontri mi rivolgono una promessa. Mi promettono che là fuori c’è ancora qualcuno da desiderare.

24 luglio 2012

Cina, la parola “gay” eliminata dalla nuova edizione del vocabolario

DOCUMENTI Cecilia Attanasio Ghezzi, Il Fatto Quotidiano

Il Contemporary Chinese Dictionary uscito il 15 luglio non contiene l'espressione "tongzhi", che fino agli anni Ottanta era sinonimo di"compagno". Caduta in disuso, era tornata in vita nel 1989 grazie alla comunità omosessuale con un altro significato

La nuova edizione del Contemporary Chinese Dictionary è uscita il 15 luglio ed è già sotto accusa da parte degli attivisti per i diritti umani. Include diverse nuove espressioni – alcune delle quali nate su internet e poi affermatesi nella società – ma non c’è tongzhi, o almeno non c’è nel suo significato oggi più largamente usato: gay. Una forma colloquiale molto più utilizzata di tongxinglian, corrispettivo di ‘omosessuale’ e che in passato è stata associata a una forma disturbo mentale.

20 luglio 2012

Test invalsi, Nord stacca Sud. Anche a scuola Italia divisa in due

DOCUMENTI Salvo Intravaia, la Repubblica

La relazione dei tecnici del ministero dell'Istruzione: le regioni settentrionali sopra la media, quelle meridionali sotto

IL sistema scolastico italiano non riesce a contrastare il divario nelle competenze degli alunni tra Nord e Sud. Sembra questa la conclusione più interessante del rapporto Invalsi 2012, presentato questa mattina dai tecnici del ministero dell'Istruzione. Le prove Invalsi sulle competenze in Italiano e Matematica degli alunni della scuola elementare, media e superiore, somministrate tra maggio e giugno, consegnano il solito quadro di una Italia divisa in due: le regioni settentrionali sopra la media nazionale e quelle meridionali, pur in fase di recupero, al di sotto della linea rossa.

16 luglio 2012

Tatuaggi, la tribù 2.0

DOCUMENTI Adriano Favole, Corriere della Sera

Scoperti dal capitano Cook a Tahiti, esportati in Occieente, reimportati in Polinesia. Sono stati le prime «icone globali»

Basta una passeggiata su un litorale per farsi un’idea dell’incredibile diffusione del fenomeno. Tatuaggi ovunque e di ogni forma. Non più, non solo adolescenti e giovani appartenenti a una controcultura: il tatuaggio è una moda contagiosa anche per i loro genitori. Musicisti, calciatori e attori hanno tracciato il sentiero: se un tempo il tatuaggio era un segno di primitività, oggi è al contrario un marchio di progresso. L’Occidente ha fame di tatuaggi e cerca altrove, in altre culture, simboli autentici e «tribali», come si usa dire.

«Se cerchi un tatuatore, vai da Willy». Così mi dissero, un paio di anni fa, alcuni amici di Futuna, un’isola della Polinesia occidentale. In tanti anni di ricerche antropologiche in Oceania non mi ero granché interessato al tatuaggio, benché lo stesso termine sia originario proprio della Polinesia.

Fu James Cook a raccogliere la parola tatau a Tahiti nel 1769, durante il suo primo viaggio di esplorazione del Pacifico e a divulgarlo in inglese (tattoo, tattooing) insieme a una descrizione densa della pratica.

15 luglio 2012

Carità ai bianchi e assalti ai migranti L'offensiva di Alba dorata ad Atene

DOCUMENTI Alessandra Coppola, Corriere della Sera

Il partito di ultradestra fa leva sulla miseria crescente dei greci. Il gruppo neonazista ha 18 deputati: e ora guida ronde anti stranieri e distribuisce aiuti ma solo ai «cittadini»

ATENE - Qualcuno ha vergogna. Una signora anziana, nel caldo atroce che dura fino a sera, si nasconde sotto un foulard di finta seta e occhiali da sole. Una giovane donna, una smorfia di sofferenza, tiene insieme il biberon, le buste che i volontari hanno riempito di alimenti, la tessera del partito e il collo della maglietta del bambino, perché non si perda nella confusione. Eleni non ne fa una questione di politica: «Vivo con 400 euro di pensione di invalidità, due figlie e due nipoti. Almeno per oggi a cena i ragazzi mangeranno patate fritte».

In fila per la pasta e l'olio ci sono gli abitanti del centro storico di Atene, a decine, ridotti alla fame dalla crisi, assediati dai migranti, spinti tra le braccia del partito d'estrema destra Alba dorata. «A chiamarci nazisti sono i ricchi che hanno la colf straniera a pulirgli la villa, noi siamo vicini alla gente»: la bionda Eugenia Christou, moglie di un parlamentare e leader delle donne del partito, coordina gli «interventi sociali», ed è l'unica vestita di bianco. Al quartier generale il colore è nero, al massimo azzurro come la bandiera della Grecia, oppure rosso nello striscione con il meandro che imita la svastica e copre il balcone del primo piano. La sede è su due livelli: sopra, bar e sala riunioni; sotto, vendita di gadget e libri (Göbbels compreso), un ufficio e due volte alla settimana un volontario che raccoglie richieste e paure. «Ci stiamo organizzando per uno sportello quotidiano».

12 luglio 2012

Il matrimonio dura quindici anni. Ci si lascia di più, si divorzia meno

DOCUMENTI la Repubblica

Ricerca 2010 su matrimoni e divorzi l'Istat: due anni fa 88.191  separazioni e 54.160 divorzi; rispetto all'anno precedente le prime hanno registrato un incremento del 2,6% e i secondi un decremento dello 0,5%. Per entrambi i fenomeni una continua crescita negli ultimi due decenni

ROMA - L'amore, come dice lo scrittore Frédéric Beigbeder, durerà anche tre anni, ma il matrimonio per finire ne impiega 15. Non è il titolo di un film ma il succo dell'ultima ricerca dell'Istat sull'argomento, condotta analizzando i dati di separazioni e divorzi in Italia del 2010. Ciò che emerge dall'indagine è che la famiglia italiana è sempre più in crisi, sia dal punto di vista emotivo che economico.

03 luglio 2012

Francia, sì a nozze e adozioni gay da inizio 2013

DOCUMENTI Corriere della Sera

Confermata una delle promesse elettorali di Hollande

In Francia le coppie omosessuali potranno sposarsi e adottare bambini a partire dal «primo semestre 2013»: lo ha detto a Parigi il primo ministro della Francia, Jean-Marc Ayrault, nel corso di un importante discorso programmatico in parlamento. «Nel primo semestre 2013, il diritto al matrimonio e all'adozione sarà aperto a tutte le coppie, senza discriminazione», ha detto Ayrault, confermando una delle grandi promesse elettorali del presidente socialista Francois Hollande.

23 giugno 2012

Più scienza, meno religione

Viviamo in un mondo paradossale. Usiamo quotidianamente strumenti tecnologici straordinariamente potenti, che hanno messo a nostra disposizione, almeno nei paesi ricchi, mezzi del tutto inconcepibili anche solo cento anni fa. Possiamo parlare istantaneamente e a basso costo con persone che vivono dall'altra parte del mondo; possiamo volare dall'Italia all'Australia in meno di ventiquattr'ore; possiamo riscaldarci senza accendere fuochi negli appartamenti; possiamo ordinare beni e servizi via Internet e riceverli a casa in pochissimo tempo; possiamo svolgere lavori pesantissimi usando mezzi motorizzati, senza più ricorrere alla forza di animali o di schiavi; possiamo mandare telescopi nello spazio per fotografare galassie distanti miliardi di anni luce; possiamo usare la forza dell'atomo per produrre energia.

A fronte di tutta questa potenza, il mondo è percorso da fremiti di irrazionalità che fanno a pugni con le conquiste della scienza e della tecnica, fremiti alimentati da credenze religiose che possono avere, e hanno già avuto, conseguenze devastanti. Come per esempio l'interminabile serie di lutti provocata dalla guerra intestina tra sunniti e sciiti in Iraq o la spirale di attentati e vendette che coinvolge fondamentalisti islamici e cristiani in Nigeria. Uccidersi per cause religiose, a meno che la religione non sia un puro pretesto per lotte di potere, è un fatto a dir poco irrazionale. Non perché non abbia una sua razionalità il voler eliminare chi si considera un nemico mortale, ma perché fragilissime, almeno intellettualmente, sono le basi da cui origina quell'odio.

12 ottobre 2009

Moccia generation

Stamattina, mentre facevo colazione, è entrata in cucina mia moglie e mi ha suggerito di affacciarmi al balcone, senza fornirmi particolari. Mi affaccio e vedo che, proprio in mezzo alla strada, è comparsa un'enorme scritta realizzata a mano da qualcuno nel corso della notte. La scritta, che occupa tutta la carreggiata ad esclusione dello spazio preso dalle auto parcheggiate, recita testualmente: «Questo è dedicato a te.. Speciale come sei... Tanti auguri».

È solo l'ultimo caso di una serie di scritte analoghe, che stanno comparendo in ogni luogo di Roma. C'è una generazione di giovanissimi che, come è sempre stato in ogni epoca, ama esprimersi scrivendo sui muri, sulle panchine, sui tronchi degli alberi e, più di recente, anche sulle strade, seguendo forse lo stile dei madonnari.

24 giugno 2009

Financial Times: «Berlusconi e i suoi problemi di donne»

Gideon Rachman, un giornalista del Financial Times che scrive di affari esteri, ha dedicato ieri al nostro Presidente del Consiglio un graffiante articoletto, che traduco qui di seguito:
Qualche settimana fa Silvio Berlusconi è stato accusato di avere relazioni con minori. Ora l’accusa che appare nei giornali italiani e di avere rapporti con prostitute.
Qualunque sia la verità su queste accuse, fortemente negate, Berlusconi – ora nella sua settima decade – non ha mai fatto mistero di amare le giovani donne. Una volta mi trovai a una cena da lui offerta a Roma in onore dei giornalisti europei. Si assicurò che tutte le donne più belle fossero sedute al suo tavolo. Una giovane donna, che aveva evidentemente dimenticato quell’insegnamento della scuola di giornalismo che suggerisce di «mantenere una certa distanza dalle proprie fonti», finì per ritrovarsi seduta in grembo a Berlusconi.

13 aprile 2008

In Italy, crime pays and may get you elected

DOCUMENTI Tracy Wilkinson, Los Angeles Times

Voters' ballot choices this weekend read like a laundry list of what ails the country.

ROME – When they vote this weekend, Italians can choose among any number of convicted felons or the odd TV go-go dancer on the ballot. Not to mention the personal friends, relatives and, in one case, the physical therapist of party leaders putting together potential governments. Crime does not disqualify you from running for office in this country, nor are qualifications necessarily necessary.

Campaign season for the election of Italy's 62nd government in the last 63 years has highlighted the long line of unresolved problems undermining the country, thwarting important change and stymieing what was once a fabled icon of culture.

A beautiful, romantic country of olive-dappled landscapes and cobblestoned piazzas famed for its food, fashion and bella figura, Italy is today a land awash in corruption, economic decay, political ennui, rampant impunity and a fast-declining standard of living. Inflation is among the highest in Western Europe, growth the lowest. Record numbers of people report feeling poorer than ever.

19 febbraio 2008

Insetti disgustosi o prelibatezze da gustare?

DOCUMENTI FAO

In un seminario si valuta il possibile contributo degli insetti alla dieta umana

Chiang Mai (Tailandia), 19 febbraio 2008 - Con oltre 1.400 specie che vengono regolarmente consumate in tutto il mondo, gli insetti offrono possibilità promettenti sia dal punto di vista commerciale che da quello nutrizionale, ha dichiarato oggi la FAO. In un seminario organizzato dall’agenzia ONU si discuterà questa settimana del potenziale per l’alimentazione umana degli insetti in Asia e nella regione del Pacifico.

Nonostante l’idea di mangiare insetti possa apparire a qualcuno inusuale, se non addirittura disgustosa, va detto che il loro consumo da parte dell’uomo è in realtà abbastanza comune in molte parti del pianeta. In ben 36 paesi africani vengono consumati almeno 527 specie diverse, lo stesso avviene in 29 paesi asiatici ed in 23 paesi nelle Americhe.

12 febbraio 2008

La classe dirigente non legge più

DOCUMENTI Cinzia Fiorti, Corriere della Sera

Aggiornarsi? Inutile. «Il segnale di un Paese disilluso verso il futuro»

Tirature 2008 è dedicato all'«Immaginario a fumetti», suggerendo involontariamente un percorso di consolatoria evasione dalle brutte notizie sulle patrie letture che giungono verso la fine dell'almanacco (a cura di Vittorio Spinazzola, edito dalla Fondazione Mondadori e il Saggiatore). È Pierfrancesco Attanasio a rivelare che la nuova classe dirigente italiana considera superfluo l'aggiornamento professionale. E chiarisce che siamo in piena tendenza al peggioramento. I dati globali: nel 2000 soltanto un occupato su quattro leggeva un libro l'anno per ragioni di lavoro, un dirigente o libero professionista o imprenditore su due e, addirittura, un ragazzo in cerca d'occupazione su dieci. Includendo quest'ultimo sconcertante dato, il nuovo millennio si apriva con soltanto sei milioni fra gli appartenenti alla popolazione attiva — impiegati e in attesa di impiego — che leggevano per aggiornarsi. Nel 2006 il loro numero è ulteriormente sceso. In cinque anni l'Italia si è ritrovata con un milione di lavoratori informati in meno: cinque milioni in tutto su 25 milioni e quattrocentomila occupati o in cerca d'occupazione.

03 gennaio 2008

Di individualismo irresponsabile a lungo andare si muore

La mentalità italiana è atavicamente e disperatamente individualista e familista, soprattutto al Sud. Non deve dunque meravigliare se proprio il Sud d'Italia, e la Campania in particolare, sono diventati la prova provata che lo spietato perseguimento dell'interesse privato a danno di quello pubblico si risolve alla lunga in un disastro completo. Un disastro che coinvolge anche chi lo ha provocato e si è arricchito ai danni della collettività: ciò perché il danneggiatore, a dispetto del suo menefreghismo, fa parte anche lui della collettività.

Le foto che pubblico a corredo di questo articolo, che ho scattato io stesso girando a piedi per le strade di Caserta nel pomeriggio del primo gennaio 2008, sono la dimostrazione di un degrado inarrestabile dell'ambiente urbano, che ha molte cause particolari e un'unica causa generale: lo spietato perseguimento dell'interesse privato a danno di quello pubblico.

29 aprile 2007

Il regime dei pascià

DOCUMENTI Antonio Gramsci, Avanti!

L'articolo proposto è tratto da l'Avanti!, pubblicato nell'edizione piemontese del 28 luglio 1918 nella rubrica «Sotto la Mole».

L'Italia è il paese dove si è sempre verificato questo fenomeno curioso: gli uomini politici, arrivando al potere, hanno immediatamente rinnegato le idee e i programmi d'azione propugnati da semplici cittadini.

Quando l'on. Orlando proibisce il congresso del partito socialista [Il XV congresso nazionale del partito socialista, che fu tenuto a Roma dal 2 al 6 settembre 1918, dopo essere stato in un primo tempo proibito dal governo], egli continua questa tradizione gloriosa. Infatti l'on. Orlando è un santone del liberalismo, e nei libri, nelle definizioni contenute nei libri essere liberali significa: governare col metodo della libertà, essere persuasi che gli avvenimenti si verificano solo quando sono necessari ed è perfettamente inutile avversarli, che le idee e i programmi d'azione trionfano solo quando corrispondono a bisogni e sono lo svolgimento di premesse solidamente affermatesi, pertanto irriducibili e incoercibili, essere persuasi che il metodo della libertà è il solo utile perché evita conflitti morbosi nella compagine sociale. Ma l'on. Orlando diventa presidente del consiglio e il suo liberalismo un errore di gioventù.