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20 luglio 2012

Test invalsi, Nord stacca Sud. Anche a scuola Italia divisa in due

DOCUMENTI Salvo Intravaia, la Repubblica

La relazione dei tecnici del ministero dell'Istruzione: le regioni settentrionali sopra la media, quelle meridionali sotto

IL sistema scolastico italiano non riesce a contrastare il divario nelle competenze degli alunni tra Nord e Sud. Sembra questa la conclusione più interessante del rapporto Invalsi 2012, presentato questa mattina dai tecnici del ministero dell'Istruzione. Le prove Invalsi sulle competenze in Italiano e Matematica degli alunni della scuola elementare, media e superiore, somministrate tra maggio e giugno, consegnano il solito quadro di una Italia divisa in due: le regioni settentrionali sopra la media nazionale e quelle meridionali, pur in fase di recupero, al di sotto della linea rossa.

12 febbraio 2008

La classe dirigente non legge più

DOCUMENTI Cinzia Fiorti, Corriere della Sera

Aggiornarsi? Inutile. «Il segnale di un Paese disilluso verso il futuro»

Tirature 2008 è dedicato all'«Immaginario a fumetti», suggerendo involontariamente un percorso di consolatoria evasione dalle brutte notizie sulle patrie letture che giungono verso la fine dell'almanacco (a cura di Vittorio Spinazzola, edito dalla Fondazione Mondadori e il Saggiatore). È Pierfrancesco Attanasio a rivelare che la nuova classe dirigente italiana considera superfluo l'aggiornamento professionale. E chiarisce che siamo in piena tendenza al peggioramento. I dati globali: nel 2000 soltanto un occupato su quattro leggeva un libro l'anno per ragioni di lavoro, un dirigente o libero professionista o imprenditore su due e, addirittura, un ragazzo in cerca d'occupazione su dieci. Includendo quest'ultimo sconcertante dato, il nuovo millennio si apriva con soltanto sei milioni fra gli appartenenti alla popolazione attiva — impiegati e in attesa di impiego — che leggevano per aggiornarsi. Nel 2006 il loro numero è ulteriormente sceso. In cinque anni l'Italia si è ritrovata con un milione di lavoratori informati in meno: cinque milioni in tutto su 25 milioni e quattrocentomila occupati o in cerca d'occupazione.