A fronte di tutta questa potenza, il mondo è percorso da fremiti di irrazionalità che fanno a pugni con le conquiste della scienza e della tecnica, fremiti alimentati da credenze religiose che possono avere, e hanno già avuto, conseguenze devastanti. Come per esempio l'interminabile serie di lutti provocata dalla guerra intestina tra sunniti e sciiti in Iraq o la spirale di attentati e vendette che coinvolge fondamentalisti islamici e cristiani in Nigeria. Uccidersi per cause religiose, a meno che la religione non sia un puro pretesto per lotte di potere, è un fatto a dir poco irrazionale. Non perché non abbia una sua razionalità il voler eliminare chi si considera un nemico mortale, ma perché fragilissime, almeno intellettualmente, sono le basi da cui origina quell'odio.
I telefonini svolgono così egregiamente il proprio lavoro perché si basano, come molti altri strumenti di uso quotidiano, su una complessa stratificazione di conoscenze scientifiche e capacità tecnologiche. Di questo complicato sistema possiamo, per nostra fortuna, disinteressarci completamente, concentrandoci sull'uso dello strumento. Ma il fatto che la tecnologia agisca come una specie di magia per chi ignora tutto ciò che sta a monte del suo funzionamento rende, se possibile, ancor più sorprendente e degna di ammirazione la razionalità umana che ne è il presupposto.
Prendiamo i satelliti che appartengono al sistema di posizionamento globale, o GPS. Sono uno straordinario esempio di come la stratificazione di conoscenze scientifiche e abilità tecnologiche renda possibile la realizzazione di strumenti estremamente sofisticati e utili. Questi satelliti sono stati progettati, infatti, per seguire orbite che tengono conto sia delle leggi del moto definite da Newton alla fine del '600 sia delle successive integrazioni apportate da Einstein oltre due secoli dopo con le teorie della relatività speciale e generale. Se il moto dei satelliti GPS fosse calcolato sulla base delle sole leggi di Newton, la localizzazione sarebbe gravemente imprecisa. A causa, infatti, della velocità e della quota a cui i satelliti volano, sono soggetti a un anticipo quotidiano di 38 microsecondi (38 milionesimi di secondo), precisamente calcolabile con gli strumenti teorici della relatività einsteiniana: un anticipo che potrebbe apparire trascurabile, ma che invece deve essere di continuo compensato, se si vuole mantenere la dovuta precisione della localizzazione satellitare.
Questa digressione sui satelliti GPS serve come invito a riflettere sul concetto di verità. La tecnologia che ci permette di usare i telefonini funziona perché si basa su fatti incontestabilmente veri. Le leggi del moto e della propagazione delle onde elettromagnetiche, per esempio, sono note e verificabili. Se la costante gravitazionale e la velocità della luce non corrispondessero stabilmente ai valori noti, il sistema GPS non potrebbe funzionare. È incontestabilmente vero, è un fatto, che la velocità della luce è di quasi 300.000 km al secondo.
Ma quando i termini 'vero' e 'verità' sono usati da religiosi, e li usano purtroppo molto spesso, le cose cambiano completamente e diventano confuse. Una cosa non è più vera quando è verificabile, dimostrabile, misurabile, ma quando è asserita come vera dall'autorità religiosa, quando è "rivelata", quando sta in un antico codice ritenuto sacro. Una "verità" di fede, come per esempio il fatto che Maria abbia avuto un figlio pur essendo vergine, non può essere dimostrata, non può essere soggetta a esperimento, a prova contraria. Può essere solo creduta. È, tecnicamente, un dogma.
Usare per i dogmi la stessa parola 'verità' che si usa per i fatti materialmente riscontrabili è a mio modesto parere un grande e pericoloso inganno, che i poteri religiosi ordiscono da secoli ai danni delle menti più semplici. Esiste infatti una differenza enorme tra le verità su cui si basano la scienza, la tecnologia o anche le normali decisioni informate della vita quotidiana e le presunte verità delle religioni. Una "verità" dogmatica è soggetta al solo vaglio della fede, non a quelli ben più impegnativi della ragione e della prova empirica. Lo certificano, per esempio, le parole autorevoli di San Tommaso d'Aquino: «Se il nostro avversario non crede alla rivelazione divina, non vi è più alcun mezzo di provare gli articoli di fede col ragionamento, ma solo di rispondere alle sue obiezioni – se ne ha – contro la fede». Le altre verità, quelle vere (mi si passi il gioco di parole), devono invece essere dimostrate e dimostrabili. Quale banca sarebbe disposta a prestare soldi a uno sconosciuto che affermasse di avere un castello da offrire in garanzia, ma pretendesse di essere creduto solo sulla parola? Nessuna banca scucirebbe mai un euro, se non dopo aver esaminato minuziosamente i documenti e scoperto che il richiedente possiede davvero un castello il cui valore è in grado di garantire il prestito. Ed è ragionevole che sia così.
Tuttavia, mentre consideriamo nell'ordine delle cose che una banca si accerti preventivamente che le garanzie offerte da un cliente siano affidabili, non ci sorprende affatto che le religioni dispensino a piene mani "verità" senza alcuna garanzia di certezza, fondando su di esse un'attività politica pressante, che permette ai titolari del potere religioso di ottenere concessioni molto materiali e molto importanti. Grazie al credito sociale di cui ancora dispongono e alla forza della tradizione millenaria di cui sono eredi, i poteri religiosi sono di fatto attori privilegiati nella vita pubblica delle nazioni. Non è strano che si usino disinvoltamente metri di giudizio così differenti?
Fermo restando che ognuno è libero, nel suo privato, di credere a ciò che più gli aggrada, negli affari che riguardano la politica e la vita pubblica, nelle scelte legislative che investono la società nel suo insieme, si dovrebbe procedere con i piedi di piombo, esaminando le posizioni in conflitto solo alla luce di fatti dimostrati e dimostrabili, o almeno di opinioni che abbiano una razionalità ampiamente condivisa e condivisibile. Negli ultimi anni, invece, sia in Italia sia in altri paesi, stiamo assistendo al proliferare di prese di posizione irrazionali su base religiosa, non sostenute da fatti scientifici, che producono conseguenze sociali rilevantissime. Conseguenze che colpiscono la collettività nel suo insieme e danneggiano tutti, soprattutto quelli che, per parte loro, sono immuni dall'annebbiamento della ragione e farebbero volentieri a meno del dogmatismo religioso.
I creazionisti, per esempio, che credono in una fandonia ridicola smentita da un'infinità di fatti scientifici, sono quasi riusciti a far cancellare l'insegnamento dell'evoluzione dalla scuola statunitense e anche da quella italiana (si ricordi la commissione nominata dall'ex ministro Moratti per valutare la questione: era necessaria una commissione per sapere che la Terra esiste da più di 6.000 anni?). In Corea del Sud, i creazionisti hanno conseguito di recente una grande vittoria, ottenendo l'epurazione dai testi per i licei di una serie di riferimenti all'evoluzione.
Preti e politici cattolici hanno fatto sì che l'Italia si dotasse di una legge sulla procreazione assistita assolutamente irrazionale, foriera di sofferenze per molte famiglie, nella quale si attribuiscono diritti all'embrione, cioè a un piccolo aggregato di cellule che non ha nessuna delle caratteristiche fisiche e psichiche di un essere umano fatto e finito. Se l'embrione è già un essere umano, perché allora non difendere per legge anche i diritti dello spermatozoo, altrettanto indispensabile alla produzione della vita umana? È l'atto della fecondazione che trasforma magicamente un ovulo e uno spermatozoo in un essere umano? È possibile che nessuno dei difensori del "pensiero" religioso, compresi giornalisti spacciati per intelligenti come Ferrara, abbia compreso la differenza tra un essere umano in potenza e un essere umano in atto? Eppure il filosofo Emanuele Severino aveva cercato di porre la questione, ma l'aveva fatto, evidentemente, con termini troppo difficili per le limitate capacità di riflessione filosofica degli "esperti" saliti sul palcoscenico dell'informazione televisiva e giornalistica.
Così, perso in disquisizioni surreali sull'embrione, l'acceso dibattito pubblico intorno alla legge sulla fecondazione assistita (e il successivo dibattito sui referendum, poi falliti, per la sua abrogazione) non ha mai affrontato seriamente il dilemma etico centrale: deve la legge riconoscere come un diritto la possibilità delle persone sterili di avere figli grazie all'aiuto delle moderne tecnologie?
Un altro campo in cui la vita pubblica è martoriata dalle credenze religiose spacciate per verità è quello dei rapporti familiari. Diversi politici, tra cui la senatrice Binetti, ritengono che l'omosessualità sia una malattia e, soprattutto, che andrebbe curata. La potenza politica del partito trasversale che decide in base a credenze religiose impedisce in Italia di dare una sistemazione legale a milioni di famiglie di fatto, i cui rapporti interpersonali non si adattano al modello tradizionale voluto dalla Chiesa. È giusto tutto ciò? È possibile che la politica non sia in grado di seguire l'evoluzione della società?
Qui non è in discussione se scienza, tecnologia, omosessualità, famiglie di fatto siano in sé cose buone o cattive. La questione è che la società umana nel suo insieme è minacciata dall'irrazionalità alimentata dalle credenze religiose e, nei casi più gravi, dalla sua degenerazione più pericolosa, il fanatismo. Quanto più la tecnologia è potente, tanto più l'irrazionalità è pericolosa. Un fanatico può trasformare una tecnologia potenzialmente utile in un'arma di distruzione. Abbiamo bisogno oggi più che mai che il dibattito pubblico e la politica siano guidati da un lucido discernimento, che sappia separare i fatti dalle opinioni e dalle credenze e ci permetta di usare la potenza della scienza e della tecnologia in modo proficuo, per comprendere e dominare la complessità del mondo. Lasciare che credenze irrazionali prendano il sopravvento sull'analisi obiettiva dei fatti, come accade spesso in Italia e anche altrove, è un rischio gravissimo che non possiamo più permetterci di correre.
Note
[1] Questo articolo è il frutto di una completa riscrittura di un precedente articolo sullo stesso argomento, del 3 gennaio 2008.
[2] Sul sito Stukhtra si è sviluppata una lunga discussione a proposito del contenuto di questo articolo.
[3] A causa di una riorganizzazione dei contenuti del blog, questa pagina è stata spostata su un nuovo indirizzo web. Ciò ha portato a uno sfalsamento delle date di pubblicazione dei commenti dei lettori 1-9. Le date corrette, casomai a qualcuno interessassero, sono le seguenti: 1. 25/6/12 14:10; 2. 25/6/12 15:18; 3. 25/6/12 16:44; 4. 25/6/12 22:41; 5. 25/6/12 23:42; 6. 27/6/12 13:41; 7. 27/6/12 15:26; 8. 29/6/12 19:09; 9. 29/6/12 23:49.
Riferimenti
- Iraq: la guerra tra sciiti e sunniti potrebbe far sprofondare il Paese in una nuova epoca di caos - L'analisi, Anna Mazzone, Panorama, 23/12/2011
- Violenza Anticristiana, Boko Haram rivendica l'eccidio. La Nigeria al Consiglio Ue, Avvenire, 18/6/2012
- David R. Baker, Pray-in at S.F. gas station asks God to lower prices, San Francisco Chronicle, 26/4/2008
- Gas Prices And Rocky Twyman, All Voices, 24/2/2012
- Tommaso Martini, La Scuola e il Modello americano: ministri “creati” ma poco “evoluti”, Resistenza laica, 17/10/2007
- Marco Tosatti, Corea del Sud, Darwin espulso dai libri scolastici, Vatican Insider (La Stampa.it), 15/6/2012
- Emanuele Severino, Perché l’embrione-persona è la negazione dell’uomo, Corriere della Sera, 16/5/2005
- Luca Telese, Il senso della Binetti per la laicità, Il Fatto Quotidiano, 14/10/2009
- Sistema di Posizionamento Globale GPS (Wikipedia)
- Dogma (Wikipedia)
- Creazionismo (Wikipedia)
- Fanatismo religioso (Wikipedia)


complimenti per la lucidità dell'analisi
RispondiEliminaGrazie!
RispondiEliminaArticolo ben fatto (copio subito sul quaderno)...complimenti
RispondiEliminaA monte di tutto ciò, personalmente penso vi siano alcuni problemi, primo dei quali il bassissimo livello generale di cultura scientifica. Non che tutti gli scienziati siano agnostici o atei, ovviamente: ma in effetti è abbastanza difficile che - per esempio - un buon conoscitore del darwinismo non si ponga grossi problemi circa le "verità" religiose. Un secondo problema è che vedo del tutto inutile tentare una "frendly persuasion" con chi, ormai adulto, ha maturato una sua tradizionale visione religiosa del mondo. Si arriva a estremi ridicoli se non grotteschi: persone che si riuniscono definendosi "Cattolici razionali". Costoro non potranno mai cambiare idea. E d'altra parte, la scuola ormai è alle pezze, con insegnanti spesso impreparati o a loro volta ben imbottiti di santi e madonne. Con il governo (?) Berlusconi si è data una ulteriore batosta alla scuola, all'insegnamento, alla cultura in genere, e a quella scientifica in particolare. La cultura è stata dichiaratamente malvista da esponenti governativi ignoranti e che mostrano anche un'assoluta assenza di pudore, come il Tremonti quando afferma che "La Divina Commedia non si mangia" (il che peraltro è un falso: la nostra cultura, con i suoi monumenti d'ogni genere, anche intellettuali, potrebbe essere gestita in modo molto proficuo anche per risanare il bilancio nazionale). Si è lavorato contro insegnamento e cultura, anche perché la scuola dovrebbe servire a "preparare al il lavoro". Trovo questo concetto semplicemente spaventoso. La scuola deve insegnare anzitutto a ragionare con la propria testa. Per questi motivi non credo alle crociate contro l'ignoranza etc. E' un duello che dura da secoli e come si vede non ha mai portato a nulla. Credo che più utile sarebbe agire non per convincere chi è e resterà sordo e irrecuperabile, ma unirsi per diffondere, con fatti e parole, una diversa mentalità. Tanto per dirne una, unirsi e battersi per far tornare la teoria evoluzionista nelle scuole.
RispondiEliminaGrazie per il tuo commento, ricco di spunti. Personalmente non sono tipo da crociate. Scrivo perché sento l'esigenza di esprimere il mio pensiero e di condividere le mie riflessioni con qualcuno a cui può interessare leggerle, ma so bene che non persuaderò nessuno che non la pensi già, almeno in modo embrionale, come me. I religiosi rimarranno tali anche dopo aver eventualmente letto il mio pezzo, perché è la loro forma mentis, innanzitutto, a inclinarli verso quella direzione. E tuttavia penso che valga sempre la pena di dire chiaramente certe cose. Ci sono persone poco informate o che non si sono mai fermate a riflettere per esempio sul concetto di verità: per questi, per chi è ancora "salvabile", può essere utile capire che un dogma e un dato sperimentale rappresentano due livelli di "verità" completamente diversi.
EliminaQuanto a ciò che scrivi alla fine, sull'unirsi "per diffondere, con fatti e parole, una diversa mentalità", penso che sia un po' contraddittorio rispetto all'idea che esponevi prima, cioè che sia inutile tentare di convincere chi è sordo e irrecuperabile. Se vuoi riaffermare la dignità scientifica dell'evoluzione rispetto al creazionismo, non c'è altro mezzo che scrivere e parlare, in tutte le sedi possibili, per portare in qualche modo dalla tua parte qualcuno che prima non lo era. Se la cosa diventa uno scontro di posizioni preconcette, si fa il gioco dei creazionisti. L'evoluzione non è una religione opposta a un'altra religione, ma un fatto scientifico e come tale l'unico strumento che si ha per rendergli merito è analizzarne ogni aspetto scientificamente e soppesarlo con gli argomenti dei creazionisti.
Del tutto d'accordo, infine, con le tue valutazioni sulla cultura, sul ruolo della scuola e sulla "cura" berlusconi. Anche qui, però, non sarei così pessimista. Credo che Internet sia uno strumento di diffusione del sapere formidabile, che permette di affinare la propria formazione, sapendo cercare nei posti giusti, a dispetto delle tante carenze del sistema scolastico.
Sui rapporti tra scienza e religione mi trovo assolutamente d'accordo con te. Attento però a quello che dici. La fisica per sua natura NON si basa su fatti "veri". Le equazioni di Maxwell, come sappiamo, sono incontrovertibilmente false, o meglio, vere in modo approssimato, ad esempio perchè non possono tenere in conto alcun effetto quantistico. Per lo stesso motivo anche la relatività generale è una teoria "falsa". Tutte le teorie oggi note possiedono da qualche parte un buco. E questo è proprio ciò che le rende teorie scientifiche, almeno nel senso in cui si è arrivati ad intendere oggi la parola scientifico.
RispondiEliminaA mio parere inoltre, soggiacente a tutti questi discorsi, c'è il problema che affinchè si possa utilizzare la fisica come descrizione "ultima" del mondo è necessario ammettere che il mondo possieda una certa quale struttura matematica (campi vettoriali, spazi di Hilbert, ecc..); il problema è che la matematica nasce come un prodotto squisitamente umano e nessuno ci garantisce che fornisca davvero il modello su cui si fonda l'universo.
In riferimento a fatti scientifici, nell'articolo ho usato la parola 'vero' unicamente nel senso di 'misurabile', 'verificabile', 'dimostrabile'. In altre parole, il fatto che la velocità della luce sia di quasi 300.000 km al secondo è vero, nel senso che ho indicato, perché corrisponde attualmente a un dato sperimentalmente verificabile. Ciò non esclude che questo dato scientifico, così come qualsiasi altro dato ricavabile dall'osservazione, possa essere un'approssimazione, passibile in futuro di essere corretta e integrata in seguito al raggiungimento di ulteriori gradi di precisione e di teorie più avanzate. Insomma, non intendo il vero assoluto, ammesso che esista, ma il vero sperimentale, documentabile con i mezzi attualmente in nostro possesso, e per questo spesso approssimato e sempre passibile di falsificazione.
RispondiEliminaL'ultima parte del tuo commento mi offre poi la possibilità di chiarire un equivoco che ammetto possa sorgere dalla lettura del mio articolo. La ragione del mio scritto è semplicemente quella di chiarire la differenza concettuale tra un dogma e una verità di fatto, intesa nel senso corrente del termine. Ciò con l'idea di mostrare che troppo credito e potere si è dato finora alle gerarchie religiose, almeno qui in Italia, il che ha consentito a quelle di incidere sull'intero sistema legislativo di una nazione che si dice laica, facendo prevalere visioni ispirate da "verità" che attengono unicamente al regno della fede. Ciò detto, io non sto cercando di far passare l'idea che la scienza, e la fisica in particolare, siano le uniche chiavi possibili e vere di interpretazione della realtà. Anche la fisica è in fondo una costruzione dell'intelletto umano e, come tale, è un'interpretazione del mondo, non il mondo in se stesso.
Grazie per il tuo stimolo alla discussione.
Intervengo di getto conoscendo questo sito per la prima volta. Ti risparmio la banalità dei complimenti, solo grazie per il piacere che ci offri. Sull'argomento da ateo due osservazioni. Per la nostra struttura psichica ammettere che la nostra esistenza sia priva di senso e d in balia del caso è insopportabile.
RispondiEliminaL'impossibilità di trovare un senso razionale alla nostra esistenza non può che provocare risposte irrazionali. Il cristianesimo o l'esistenzialismo oppure la "memoria foscoliana" sono illusioni fra le tante illusioni. Questo ce l'insegnano un secolo e mezzo di scienze umane quali la psicanalisi, l'antropologia ecc. Non è un pensiero gradevole, ma noi laici dobbiamo fare attenzione a non buttare nel cesso Freud ecc. per far dispetto a Ferrara.
Secondo, attenti a non confondere la religione con quello che ci saltà su per avere una legittimazione.
La legge sulla fecondazione è il prodotto della paura verso la Tecnica (frankestain o il puro ariano), l'omofobia esiste indipendentemente dal cattolicesimo: nell'inghilterra dell'ottocento i cattolici non potevano testimoniare in tribunale ma oscar wilde dovette scappare nella cattolica francia per non andare in galera. Popoli e gruppi tribali hanno usato ed usano la religione come bandiera per scannarsi, ma senza ne avrebbero trovato e ne trovebbero altre.
Non solo la fisica ha fatto progressi, anche la conoscenza dell'Uomo ha fatto passi da gigante. Che, almeno per me, si arrivi a conclusioni tristi è un altro discorso
Grazie per l'interessante commento. La questione del senso è estremamente complessa, a mio parere, e non si può ridurre a una risposta breve. Detto in estrema sintesi, credo che l'uomo del futuro avrà i mezzi conoscitivi per decidere in modo più libero dei nostri antenati e di noi stessi quale senso dare alla propria esistenza, senza per questo aggrapparsi a giustificazioni trascendenti o metafisiche. La risposta e l'antidoto alle "conclusioni tristi" è appunto la libertà. La libertà di scegliere.
EliminaQuanto al resto, concordo certamente con l'idea che agli esseri umani non sono mai mancati i pretesti per scannarsi. Noto soltanto che la religione è probabilmente il più potente di questi pretesti, e l'ombrello sotto il quale molti altri si nascondono. La sua potenza deriva dall'essere l'intermediario "ufficiale" tra gli uomini e la percezione del sacro, una forza psichica che nessun razionalismo ateo può sensatamente negare (Jung diceva giustamente che l'esistenza di Dio è un fatto, un fatto psichico ma pur sempre un fatto). Quanto, infine, alla paura della tecnica come causa principale del rifiuto della fecondazione, sono solo parzialmente d'accordo. Nell'equiparazione dell'embrione a una persona, c'è tutta l'assurdità del "pensiero" religioso, che ricorre a ragionamenti fallaci per affermare un principio - la sacralità della vita - che è appunto religioso. La paura della tecnica ovviamente c'è, ma è una conseguenza, credo, della forma mentis generale del religioso, che da un punto di vista psicologico può paragonarsi a una sorta di fissazione all'indietro, l'amore per un passato mitico di perfezione, visto come l'origine di tutto e l'aspirazione massima per il futuro.
Salve, mi scusi scriverò un po di fretta e probabilmente con errori, scusi anche il tono polemico, ma ritengo abbastanza superficiali le considerazioni espresse. e come al solito quando si parla di religione la superficialità e reticenza all'ammissione di non saperne una "beata" fava sono sempre presenti!
RispondiEliminaCosa intende per religione? Le multinazionali che usano i testi religiosi per fini pecuniari e di controllo ? Mi dispiace, approsimativo, altra cosa è la religione..
( la preghiera invocata per parlare a distanza, astuto tentativo di suffragarne l'inefficenza, credo le abbia bruciato un neutrino )
Cosa intende per scienza? Le multinazionali che usano i testi scientifici per fini pecuniari e di controllo ? Mi dispiace, approsimativo, altra cosa è la scienza..
( il satellite invocato come progresso, peccato nasconderne l'utilizzo prettamente militare, credo le abbia bruciato l'altro )
forse dovrebbe fare attenzione ai termini perchè, è uno dei primi scrupoli dialettici se non presupposto etico della "verità".
Siamo proprio in un mondo parodossale dove possiamo aquistare beni e servizi via Internet ma anche autodistruggerci nuclearmente nel tempo in cui cerco i principi di albertino nella mia bibioteca. E di fronte "a tutta questa potenza" i "fremiti di irrazionalità fanno a pugni" con se stessi con le proprie conquiste culturali, scientifiche e religiose.
La stupidità ha "ancora oggi un enorme potere tra gli umani". Eppure.. nessuna carenza umana e mentale "è in grado da sola, con il puro esercizio della ragione o della scienza, di realizzare concretamente, in modo assoluto, il miglioramento intellettuale generale" in primis , credo, la capacita di fare domande davvero consone e quagliate.
per esempio che cos'è la vita... "atto" e "potenza" sono concetti abbastanza ridicoli ( ci condisci la giusto la metafora Hegeliana del seme ) cosi come la noiosa discussione tra la natura umana e divina del cristo. "come on", meglio constatare che gli strumenti logico deduttivi e scientifici sono un po' troppo scarsi , validi per giusto iniziare la questione, se ne valesse la pena, ma non certo a concluderla.
la scienza va hai confini dell'universo ma solo l'altro ieri ha scoperto che alcuni animali hanno le capacita cognitive e sentimentali proprie dell'uomo ( gli elefanti piangono e i cavalli fanno conti matematici, i pesci si suicidano alla morte del consorte: quindi palesi diritti negati ! ).E che grande fiducia abbiamo riposto nei nostri stessi antenati genetici. Abbiamo dato la stessa fiducia all'embrione probabilmente , senza che lui lo sapesse.
Sarebbe interessante contare i morti che le religioni hanno perpetrato in confronto a quelli attribuibili alla scienza ? ( non sarei cosi certo sul vincitore )
RispondiEliminaSarebbe vero affermare che solo di armi chimiche biologiche potremmo distruggere 4 pianeti come il nostro e che quindi è auspicabile che la "potenza" della scienza non si trasformi dogmaticamente in "atto" ?
Sarebbe in primis la tecnologia, o la religione a consentirlo ?
E' più pericoloso per il mondo il fanatismo Militare, Scientifico o Religioso? ( chi detiene più armi tra i tre ?)
MI dovrei sentire parte del club "occidentale" quando il club nazionale dal dopoguerra ha prodotto e venduto senza mai dirlo ( eppure bastava metterlo nei dati istat per darci un idea ) mine anti-bambino per più di 100 milioni di pz. (a proposito: la conquista delle americhe stima a 80 milioni i morti e 50 milioni la WWW2) ?
E' stato il parroco a produrli nell fabbrichetta dietro la navata centrale ?
Perchè nessuno li incrimina e il papa non ne parla ogni tanto durante l'angelus?
Chi negli ambiti religiosi e scientifici si è prodigato di più all'abolizione della schiavitù?
Se avessi di fronte un nucleo di persone morenti , preferiresti sovvenzionare il programma scientifico di turno ( in nuovo telescopio o il nuovo acceleratore ) o salvare quelle vite ?
Quest ultima domanda fa davvero pena lo so.. però poi nel pratico .. a Ginevra ..
Peccato non ci abbiano pensato al cern quando hanno inventato il cd-rom, un'eccezionale idea peccato che sia non riciclabile e che in 20 anni ha inquinato mezzo mondo di schifezze (chi mi risarcisce del danno?). Strano poi che Rubbia non abbia la capacita di "ricomporre gli oggetti e i materiali disponibili in modi nuovi e creativi".
Eppure li di fianco, sotto il naso, cè il tribunale dei diritti internazionali ( la salute) .. ma è uno spreco andarci, perchè la Teoria se la prende se non gli dedichi tutto te stesso..
Era giusto per dire che la sconfitta dell''indifferenza sarebbe la più grande scoperta scientifica , ma la scienza le è indifferente...
poi forse la scienza non centra niente con questo e quindi non la si può portare come luce redentoria del mondo, ma solo come uno dei tanti mezzi , che in batter d'occhio possono diventare macchiavellicamente "fini" , e aggiungerei anche catastroficamente.
Mezzi per aiutare a sollevarci dal dolore: la scienza certo è il meno incline alla comprensione di altri valori, come il perdono, ma cmq rimane un valido mezzo per la loro diffusione...
Caro Anonimo, rispondo ad entrambi i due ultimi commenti perché mi sembrano della stessa persona (incidentalmente: perché è così difficile firmare con nome e cognome le proprie opinioni?). Non sono sicuro di aver compreso il senso di tutte le obiezioni, ma una cosa credo di averla capita bene: critica il mio punto di vista, che le sembra troppo sbilanciato a favore della scienza.
EliminaPrimo problema: le definizioni. Nel mio articolo, quando parlo di religione intendo le religioni istituzionali, quelle organizzate in chiese e propugnatrici di dogmi/"verità" assolute. So bene che il concetto di religione è più vasto. Personalmente, sono convinto che la percezione del sacro sia la base universale di ogni religione e considero l'istituzionalizzione di questa percezione in liturgie, dogmi e ministri del culto una pericolosa degenerazione: umanissima e comprensibilissima, ma pur sempre tale. Sbaglio? Forse. Liberissimo di credere che io sbagli. Intendo poi per scienza l'insieme delle conoscenze che l'umanità ha accumulato nel corso dei secoli utilizzando il cosiddetto metodo scientifico, cioè quella forma di investigazione della realtà empirica che pone ogni ipotesi teorica al vaglio della prova e dell'esperimento e la considera valida solo finché un'altra teoria più avanzata non la falsifichi.
Punto secondo: i vari fanatismi. Sono ben consapevole che la religione non è la fonte di tutti i mali dell'umanità. So anche che l'avidità di danaro e di potere sono molle potentissime che agiscono in ogni contesto umano, non solo religioso, e possono trasformare ogni scoperta scientifica e innovazione tecnologica in un'arma micidiale. Di fatto gli apparati militari non hanno mai fatto altro che utilizzare la scienza e la tecnologia per creare armi di distruzione sempre più potenti.
Non considero la scienza la panacea assoluta, ma lo strumento più avanzato di cui l'umanità dispone per migliorare le proprie condizioni di vita. La scienza e la tecnica sono solo strumenti: dipende dal livello etico e dalle motivazioni di chi le usa il valore dei risultati pratici che si ottengono. E questo è per me il punto centrale della questione: le religioni istituzionali, come il cristianesimo, pretendono di fondare l'etica umana in Dio, della cui volontà si presentano come le uniche interpreti autorizzate. Contesto fortemente questa pretesa. Credo che l'etica, cioè la scala di valori in base alla quale gli esseri umani agiscono, dovrebbe essere studiata soprattutto come un fatto psicologico e con criteri scientifici.
(continua al commento successivo... mannaggia a Google!)
Per quel poco che vale la mia opinione, penso che la gran parte dei problemi dell'umanità contemporanea nascano dalla scarsa conoscenza che tuttora abbiamo di noi stessi e del nostro "funzionamento" mentale. Il comunismo, per esempio, era un'utopia bellissima, ma non avrebbe mai potuto funzionare nel modo in cui si è cercato di applicarlo: pretendendo, cioè, che quegli stessi uomini che avevano agito fino a un momento prima per interesse personale e familiare si trasformassero all'improvviso in ordinati esecutori di un impersonale interesse collettivo. L'umanità, a livello di consapevolezza di sé, è ancora molto giovane e immatura. C'è ancora molto cammino da fare e io credo che questo cammino richieda che si impari, in primo luogo, a separare cose che, per le ragioni più varie, sono state finora fuse: per esempio l'etica e la religione. Per esempio il concetto di verità, distinguendo le verità empiriche, misurabili e verificabili, dalle verità di fede.
EliminaPerché gli umani guariscano dalle malattie "giovanili" del fanatismo, dell'avidità, della sete di potere, della violenza gratuita non servono dogmi e rivelazioni divine, ma un processo ininterrotto di studio e conoscenza di sé. La scienza, in questo, può essere utile. Ma è ovvio che l'uomo è più di un robot o di un computer. La scienza non deve perdonare, ma può insegnare agli umani a conoscersi meglio e innescare quell'evoluzione interiore che, magari, serve anche per imparare a perdonare.
Un saluto dai miei due "neutrini" (forse voleva dire "neuroni", ma va bene lo stesso).
Grazie sig Diodati per la risposta.. lei è un galantuomo del dialogo, e io mi sento a tratti un rozzo e prevenuto interlocutore..
EliminaSono per certo i 2 anomini consecutivi temporalmente ( no , non è difficile firmarsi, è che proprio lo ritengo superfluo ma sono curioso di sapere quale importanza che dovrebbe avere.. ), trovo comprensibile incompresibilità del senso delle mie obbiezioni, perchè effettivamente non sono tutte lineari, e richiedono un po' di sforzo ( quelle che seguono sono ancora peggio, mi scuso nuovamente..) .. quantomeno criticano soprattutto il come , quantopiù il punto di vista.
Di nuovo nella puntualizzazione delle definizione dei nostri due "antinomi" credo cada in un errore banalmente evidente:
da una parte contrappone un istituzione ( deviabile , deviata, deviante, in tutti i sui aspetti storici e sociali ) dall'altra un "l'insieme delle conoscenze" ( che definirei una cultura universale ), direi che sono due "categorie" semantiche differenti, ( uno "fisico" e uno "astratto" ) e la logica chiama i sindacati , non trova? forse voleva contrapporre due istituzioni , o due modelli culturali .. tutti i discorsi prenderebbero altre interessanti strade..
quindi forse il punto secondo potrebbe diventare che "di fatto gli apparati istituzionali militari e religiosi non hanno mai fatto altro che utilizzare la scienza, la tecnologia e la religione per creare armi di distruzione mentale e fisica sempre più potenti."
Poi "di fatto" tutte le tecnologie che ha citato sono state "concesse" dai militari che prima se le sono preparate per bene e per sè, poi ce le hanno imboccate.. no?
Anche il punto centrale della questione mi sembra fumoso perchè innanzitutto l'etica non è una scala di valori ( consiglio vivamente di documentarsi ), ed è già studiata con i criteri logico scientifici da parecchi secoli ( millenni ) e direi che gli ultimi esperti "alemanni" di questo secolo sono stati proprio meticolosi e inequivocabili ; in ogni caso i comandamenti cristiani non teologici , voglio vedere chi li contraddice ( "non uccidere", "non rubare" ecc.) e chi li sfida o si fida a cambiarli.
La sua opinione poi vale parecchio per il signore ( se esiste ) e a proposito del funzionamento mentale , c'è da dire che che è proprio buffo e inconcruente nella maggiorparte di casi perchè sostanzialmente si basa sulla parola ( con i corollari che si trascina ) che dovrebbe essere solo uno strumento di comunicazione, invece di essere la componente totalizzante dei propri pensieri e formulazione degli stessi
Non ci può essere una logica dei discorsi , e quindi una coerenza , e poi una verità , se non si possiede il reale significato dei termini, e questo è molto difficile da trovare ( santa filologia, beata filosofia ) , per giunta senza finire in una definizione ricorsiva ( di tipo matematico ).
Matematici stessi come Ipparco e Archimede sembra abbiano cercato far riflettere su ciò più di 2000 anni fa, la pista trovata dallo storico Fabio Acerbi sui "numeri di Schroder" formulati da Ipparco è davvero interessante e un punto di partenza. Peccato che il tempo abbia cancellato le loro opere ).
Credo come lei che ci sia molto cammino da fare , da ambo le parti ( S. & R.), non per separare ma per unire, le persone e le loro verità, che sono già troppo distinte: lo scienziato ( presunto , chè spesso non riesce a fare un'analisi storica decente come Odifreddi ) tracotante di legittime verità empiriche si aprà a verità legittime e illuminanti della fede, il religioso accecato dalla fede ammetta quelle lampanti della scienza ( che difficilmente saranno di natura etica umana purtroppo ).
(continuo.. )
(sempre io) Quanto ai Creazionisti, finche il loro delirio è innocuo (quasi), facciano la loro ( lunga ) strada di coscienza ( come chi gli dà retta ), non mi curo di loro, ci sono ben'altri fanatici, quelli del potere, aihme troppo razionali, di cui preocuparsi , per quanto i primi forse ne siano una pedina ( ma non fondamentale quanto gli scienziati e intellettuali manipolati).
EliminaE ritornando polemicamente al suo articolo principale direi che è stato proprio "il lucido discernimento" delle possibili conseguenze di una scoperta scientifica nell'immediato futuro ( una formula difficile anche per Rubbia e i suoi cd , povero cristo mi è pure un mio idolo davvero ) che sta dando tanto valore alla tale disciplina e lustro alla comunità e che caratterizza il clima di benessere distribuito uniformemente sul nostro pianeta e la qualita morale dei suoi abitanti, indiscussa dagli stessi.
Meno male possiamo parlarci a distanza..e non perderci in campagna..doppia libidine !!! la ciliegina sarà quando potremmo andare sulla luna in low cost !!
Scherzo ancora , perchè alla fine di tutto vorrei solo che il meraviglioso giardino che dio o il bigbang , ci ha donato sia il più bello di tutto il creato, con tutti i suoi abitanti liberi ( di essere e di non nuocere nel limite delle inclinazioni naturali ).
Contrapporre scienza e religione invece come concetti culturali lo trovo davvero ignorante, come fare una disputa sulla contapposizine tra fare sport o leggere libri ( o bianco e nero) , banalmente contrapposti, sostanziamente sincretici, in pratica concetti talmente generali ( se non approfonditi ogniqualvolta ) che ogni strumentalizzazione diventa lecita, parole facili per formulare mezze verità quà e là e discorsi tendenzioni al limite della razionalità, quella umanistica intendo.
"mens sana in corpore sano" dice tutto , come potrebbe essere "scienza sana in spirito sano". tutto il resto, tutte le deviazioni che si possono prendere sono i reali fanatismi. la scienza senza uno spirito sarà la peggiore delle piaghe ( perchè è un male meccanico-razionalista ), uno spirito senza ragione diventa follia , ( un male triste, senza senso, difficile da esprimere, creazionista direi ).
"Lasciare che verità razionali prendano il sopravvento sulla ricerca (analisi) morale, la dignita della persona ( libertà!) , come accade spesso in Italia e anche altrove, è un rischio gravissimo che non possiamo più permetterci di correre". avrei concluso ...
"Piu Etica e meno Scienza Inutile", "Piu Scienza Sociale e meno Fanatismi" , "Più Cultura e meno Dogmatismo", "Più Informazione Seria e meno Indottrinamento Anacronistico" , avrei preferito da una persona della sua caratura.. insomma.. se questi erano i punti (forse non era cosi ) .. perfidi slogan dopotutto anche i miei .. ma "Più Scienza e meno Religione" nel medioevo poteva essere rivoluzionario, oggi mi sembra ridicolo, visto che gli strumenti per discernere in autonomia sono sempre più diffusi e magari basta una foto ( di quelle da sputtanamento planetario ) per far crollare ideologicamente Idolatrie, Regimi , Brands , Corporation ecc. ( prima o poi il creazionista si imbattera nel suo blog che lo cita )
(ancora io , 2 anonimi fa)
EliminaDia tempo al tempo. Fare tutto velocemente distruggerebbe il poco di sano che ci rimane. Ciò sta già avvenendo più in fretta delle sue riforme culturali universali, di cui poi non se ne farà un bel niente.
anzi no, potra fotografare da casa galassie distanti miliardi di anni luce, e condividerle su Facebrook.
Io preferirei raccogliere lamponi nel bosco sottocasa in città ( magari !!! ) e assaporarne gusto "divino" molto lentamente.
Grazie della pazienza verso i mio sproloquio, le dedichero la stessa nel rileggerla.
Per quanto riguarda l'esistenza di Dio e con tanto di "prove" ( aihmè che discussione delirante e priva di validi argomenti su stukhtra ),
credo siano tutte abbastanza a portata scienziato ( quello vero ), a patto che ci si impegni preventivamente a validare i termini. Parmenide docet.
Cari saluti ai suoi sani neutrini ( complici infinitesimali del mistero elettrico dei suoi neuroni , prima semplicemente non volevo chiamarli in causa direttamente ).
Evviva infine il bosone di Higgs, che ci concede di continuare l'affannante ricerca di chi sia nato per primo , lui o l'universo come massa, oppure dio in quanto tale.
Le sue osservazioni sono troppo articolate e complesse per rispondere nello spazio di un commento. Le ho dedicato perciò un intero post, sperando che trovi le mie risposte meno confuse e superficiali delle precedenti.
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