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Visualizzazione post con etichetta religione. Mostra tutti i post
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19 agosto 2012

Pakistan, arrestata per blasfemia una bimba cristiana di 11 anni con la sindrome di Down

DOCUMENTI Carlotta De Leo, Corriere della Sera

Avrebbe bruciato le pagine del Corano. La polizia «costretta» a fermarla dopo le proteste degli estremisti islamici

L'hanno accusata di aver bruciato alcune pagine del Noorani Qaida, manuale per imparare a leggere il Corano. E così, con l'accusa di blasfemia, una bambina cristiana pakistana di undici anni con la sindrome di Down è stata arrestata venerdì vicino nel villaggio di a Mehrabadi, alle porte della capitale Islamabad. La polizia ha confermato la vicenda precisando che la piccola è stata trasferita in un riformatorio in attesa delle decisioni del giudice. Se dovesse essere ritenuta colpevole rischierebbe anche l'ergastolo o la pena di morte come prevede la discussa legge sulla blasfemia vigente in Pakistan.

09 agosto 2012

Contro Darwin ora c’è un disegno intelligente

DOCUMENTI Franca Porciani, Corriere della Sera

Crescono i finanziamenti ai pochissimi scienziati impegnati a dimostrare che l’evoluzione è un’ipotesi come un’altra

E il settimo giorno, si riposò. Seimila anni fa, in sei giorni, Dio creò il mondo, uomo compreso; poi si prese 24 ore di riposo. Così recita la tradizione biblica della cultura giudaico-cristiana. Ma nessuno (o quasi) in Europa pensa che l’uomo sia nato da un pugno di creta e la donna da una costola di Adamo, ovvero che la Genesi sia da prendere alla lettera, rappresentazione allegorica di una realtà storica. Eppure negli Stati Uniti l’ultimo sondaggio Gallup del giugno scorso rivela che il 46% degli americani crede nella creazione come origine del mondo, percentuale di poco mutata rispetto agli anni Ottanta, nonostante i progressi scientifici.

27 luglio 2012

Coppie e gay, il Vangelo tradito

DOCUMENTI Dario Fo, Il Fatto Quotidiano

Oggi in Italia stiamo vivendo un grande scontro sul problema delle unioni di fatto e sui matrimoni fra omosessuali. È risaputo che il comportamento sessuale dipende dalla diversa cultura di ogni popolo.

I Greci non disprezzavano gli omosessuali: verso di loro facevano qualche battuta, ma priva di acredine e soprattutto la loro diversità non era come oggi ritenuta immorale, fuor di natura. Basta prendere ad esempio Aristofane, di certo il maggiore autore di teatro satirico dell'antica Grecia (IV secolo): nelle sue commedie gli omosessuali non vengono mai trattati in scena con disprezzo o sgarbo; gli unici che alle volte vengono presi in giro sono i femminielli o gli eccessivi effeminati. Avanti ogni cosa non si giudicava mai un uomo o una donna per le sue preferenze sessuali, ma ognuno veniva considerato per i valori che aveva acquisito, per la sua tolleranza, la correttezza e per le sue qualità e soprattutto per la cultura che mostrava di possedere. Di poeti, grandi letterati, uomini di scienza le poleis elleniche erano stracolme, per non parlare degli architetti e degli scultori, degli strateghi e dei grandi guerrieri; però nessuno di loro veniva criticato per il fatto di amare persone del proprio sesso.

Battaglie di retroguardia

DOCUMENTI Piergiorgio Odifreddi, Il non-senso della vita

Il Comune di Milano ha istituito il registro delle unioni civili. L’approvazione del decreto ha richiesto una seduta di undici ore e mezzo, e un’estenuante mediazione della maggioranza con l’area cattolica del Pd e l’area laica del Pdl: cioè, fra la retroguardia dei progressisti, che si è astenuta, e l’avanguardia dei retrogradi, che ha votato a favore di un provvedimento debitamente annacquato.

25 luglio 2012

La Vergine sul tronco dell'albero. Pellegrinaggio di fedeli a New York

DOCUMENTI Elmar Burchia, Corriere della Sera

Un nodo del legno assomiglia alla Madonna di Guadalupe, la Santa patrona del Messico

Un giovane albero tiene col fiato sospeso una cittadina vicino a New York. Dozzine di fedeli accorrono in pellegrinaggio per vedere e pregare davanti a un ginkgo biloba: sul tronco ci sarebbe la sagoma della Madonna di Guadalupe. La Vergine Maria avrebbe addirittura «parlato» coi fedeli. La polizia ha dovuto recintare l'area attorno al luogo di culto.

15 luglio 2012

Il Messico santifica il narco

DOCUMENTI Federico Mastrogiovanni, Il Fatto Quotidiano

Nazario Moreno Fu ucciso dalla polizia

Città del Messico Il Messico affonda in modo sempre più drammatico nella violenza e nella corruzione. Forse è un Paese che ha solo bisogno di qualche altro santo in paradiso che risolva ciò che gli umani non riescono a fare. E per questa ragione da qualche tempo c’è un santo nuovo di zecca, un santo popolare. Si chiama san Nazario. Non è stato nominato santo dal Papa né da nessun’altra autorità religiosa, ma dalla gente dello stato di Michoacán.

San Nazario ha i suoi templi, le sue cappelle, le sue statue e le sue preghiere. Una recita così: “O Signore onnipotente, liberami da ogni peccato, dammi protezione benedetta attraverso San Nazario”. Un’altra, più toccante dice: “Luce benedetta della notte, difensore degli infermi , San Nazario Santo Nostro, sempre in te mi raccomando”. Non ci sarebbe nulla di strano, in un Paese religioso come il Messico, se san Nazario non fosse Nazario Moreno Gonzáles, alias “El Chayo”, narcotrafficante morto a 40 anni in una sparatoria molto cruenta con l’esercito il 9 dicembre 2010.

05 luglio 2012

Risposta a un lettore anonimo

Quanto segue è una risposta articolata alle obiezioni mossemi da un lettore, nei commenti a un articolo precedente ("Più scienza, meno religione").

Caro Anonimo, grazie innanzitutto per avermi dato del "galantuomo del dialogo": un epiteto forse un po' demodé, ma che mi fa piacere perché vuol dire che il mio sforzo di ispirarmi all'insegnamento socratico, nel considerare attentamente le opinioni altrui e nell'attendermi dal dialogo un accrescimento del sapere reciproco, non è del tutto fallito né passato inosservato.

Vengo alle risposte, partendo dalla questione dell'anonimato. Perché firmarsi? Il motivo più banale è per evitare equivoci nell'attribuzione dei commenti: che casino, per esempio, se un altro anonimo avesse postato i suoi commenti proprio in mezzo ai suoi tre ultimi. Ma questo è davvero il meno. La cosa che mi dà fastidio e che mi fa reputare l'anonimato una scelta un po' vigliacca e disonesta è che l'anonimo dialoga in modo asimmetrico, a suo vantaggio, con l'interlocutore che invece si firma con nome e cognome. Io non so se lei sia un giovane o un vecchio, un uomo o una donna, una sola persona o un gruppo di persone. Non so che formazione e che interessi abbia, se è qualcuno che conosco oppure no, se scriva qui per amore dell'argomento, per noia o per prendersi gioco di me. Certo, ciò che scrive ha un valore e una coerenza che meritano da soli una risposta, ma il dialogo su un blog, per quanto disincarnato, è pur sempre un rapporto umano, nel quale presentarsi per quel che si è, è secondo me una forma di rispetto per l'interlocutore. Inoltre, firmarsi e rendersi riconoscibile, per esempio postando il link a un proprio blog, vuol dire assumersi la responsabilità delle proprie esternazioni. Se penso che ci sono giornalisti che sfidano i cartelli della droga in Sudamerica, avendo il coraggio di firmare le proprie inchieste e spesso pagando con una morte atroce il loro coraggio, trovo veramente ridicolo che in un paese per fortuna ancora relativamente libero come l'Italia ci si nasconda dietro l'anonimato, quando tutto il rischio che si corre è quello di apparire in una chiacchierata pubblica sui massimi sistemi dell'universo, in un blog sconosciuto ai più. Forse che non può permettersi di essere associato in modo riconoscibile alle opinioni che ha espresso su queste pagine? No, firmarsi non è affatto superfluo, come lei ritiene. E' invece importante, molto importante, soprattutto in un paese come l'Italia, dove l'assunzione diretta di responsabilità è uno sport privo di praticanti.

04 luglio 2012

Che cos’è Scientology

DOCUMENTI Il Post

Con il divorzio di Tom Cruise e Katie Holmes si torna a parlare di una delle religioni più controverse del mondo

Il 29 giugno è stata diffusa la notizia che la coppia di attori statunitensi Tom Cruise, 50 anni, e Katie Holmes, 33, ha avviato le procedure per il divorzio. L’evento, oltre a essere molto seguito dai media interessati alla vita degli attori, ha tornato a far parlare della religione a cui appartiene Tom Cruise, Scientology, che secondo diverse fonti avrebbe avuto un ruolo importante nella fine del matrimonio. Il blog L.A. Now del Los Angeles Times, citando una fonte anonima, dice che “Scientology e il ruolo che avrebbe giocato nell’educazione di Suri [la figlia di sei anni della coppia] è stato un fattore decisivo nella separazione.”

01 luglio 2012

Cattolici addio, il Brasile è evangelico

DOCUMENTI Giuseppe Bizzarri, Il Fatto Quotidiano

Allarme fedeli e vocazioni

Rio de Janeiro – Sono sempre meno i fedeli in Brasile, il paese con il più gran numero di cattolici al mondo. L’inarrestabile emorragia della fede cattolica nel paese sudamericano, considerato strategico per il Vaticano, ha avuto - secondo la statistica divulgata venerdì scorso dall'Ibge, Instituto Brasileiro de Geografia e Estatistica - un calo record. Tra il 2000 e il 2010 il numero di cattolici si è ridotto del 12%, mentre quello degli evangelici è cresciuto del 44%. Quello di Rio de Janeiro - dove papa Ratzinger verrà nel 2013 a celebrare la Giornata mondiale della gioventù – è lo stato meno cattolico del Brasile. Sono fedeli alla chiesa 123,3 milioni di brasiliani, mentre gli evangelici raggiungono i 42,3 milioni.

IN SOLI cinquanta anni, i cattolici – rivela la statistica Ibge - sono passati dal 93,1 al 64% della popolazione brasiliana che supera i 190 milioni di persone. Aumenta anche il numero dei brasiliani che si dichiarano di non avere una fede, mentre rimane stabile la percentuale dei seguaci delle religioni afro-brasiliane.

24 giugno 2012

The Big Bang Didn't Need God to Start Universe, Researchers Say

DOCUMENTI Mike Wall, Space.com

This graphic shows a timeline of the universe based on the Big Bang theory and inflation models.
Credit: NASA/WMAP

SANTA CLARA, Calif. — Our universe could have popped into existence 13.7 billion years ago without any divine help whatsoever, researchers say.

That may run counter to our instincts, which recoil at the thought of something coming from nothing. But we shouldn't necessarily trust our instincts, for they were honed to help us survive on the African savannah 150,000 years ago, not understand the inner workings of the universe.

Instead, scientists say, we should trust the laws of physics.

23 giugno 2012

Più scienza, meno religione

Viviamo in un mondo paradossale. Usiamo quotidianamente strumenti tecnologici straordinariamente potenti, che hanno messo a nostra disposizione, almeno nei paesi ricchi, mezzi del tutto inconcepibili anche solo cento anni fa. Possiamo parlare istantaneamente e a basso costo con persone che vivono dall'altra parte del mondo; possiamo volare dall'Italia all'Australia in meno di ventiquattr'ore; possiamo riscaldarci senza accendere fuochi negli appartamenti; possiamo ordinare beni e servizi via Internet e riceverli a casa in pochissimo tempo; possiamo svolgere lavori pesantissimi usando mezzi motorizzati, senza più ricorrere alla forza di animali o di schiavi; possiamo mandare telescopi nello spazio per fotografare galassie distanti miliardi di anni luce; possiamo usare la forza dell'atomo per produrre energia.

A fronte di tutta questa potenza, il mondo è percorso da fremiti di irrazionalità che fanno a pugni con le conquiste della scienza e della tecnica, fremiti alimentati da credenze religiose che possono avere, e hanno già avuto, conseguenze devastanti. Come per esempio l'interminabile serie di lutti provocata dalla guerra intestina tra sunniti e sciiti in Iraq o la spirale di attentati e vendette che coinvolge fondamentalisti islamici e cristiani in Nigeria. Uccidersi per cause religiose, a meno che la religione non sia un puro pretesto per lotte di potere, è un fatto a dir poco irrazionale. Non perché non abbia una sua razionalità il voler eliminare chi si considera un nemico mortale, ma perché fragilissime, almeno intellettualmente, sono le basi da cui origina quell'odio.

20 giugno 2012

Quel relativista del papa

Immagine sacra di Umbanda, una religione sincretistica afro-brasiliana.

Nell'udienza generale di stamattina, papa Benedetto XVI ha formulato il seguente auspicio, affinché cessi la spirale di attentati e violenza tra islamici della setta Boko Haram e cristiani, che sta insanguinando da tempo la Nigeria:

28 dicembre 2011

La tv dei miracoli

DOCUMENTI Camila Moraes (Etiqueta Negra, Perù), Internazionale

Le chiese evangeliche brasiliane hanno costruito un impero commerciale grazie alla tv e a internet. Ora stanno conquistando il resto dell’America Latina con programmi televisivi che trasmettono sermoni, televendite e guarigioni.

Come una pop star a un concerto, il pastore intona una canzone dal palco, invitando il pubblico a cantare insieme a lui con l’accompagnamento di un’orchestra. Il testo della canzone scorre sugli schermi sparsi ovunque. Tutti cantano, alcuni sono più timidi, altri sono a loro agio come in una gara di karaoke. Nessuno sembra accorgersi di un immenso mostro nero che trasporta una telecamera mobile. La gru sorvola la sala, dal palcoscenico fino alle ultime file, si aggira silenziosa sulla testa dei fedeli che pregano e seguono con attenzione il pastore. Il dolly di solito è uno strumento sofisticato usato dai programmi televisivi o dalle produzioni cinematografiche. Molte emittenti in America Latina non ne hanno uno a disposizione, invece alla chiesa evangelica brasiliana queste tecnologie non mancano. I telepredicatori evangelici hanno capito bene il principio secondo cui l’immagine vale più di mille parole.

21 settembre 2011

Belief in God Boils Down to a Gut Feeling

DOCUMENTI Stephanie Pappas, LiveScience

For many people, believing in God comes down to a gut feeling that a benevolent deity is out there. A study now finds that gut feelings may be very important in determining who goes to church every Sunday and who avoids the pews.

People who are generally more intuitive in the way they think and make decisions are more likely to believe in God than those who ruminate over their choices, the researchers found. The findings suggest that basic differences in thinking style can influence religious belief.

"Some say we believe in God because our intuitions about how and why things happen lead us to see a divine purpose behind ordinary events that don't have obvious human causes," study researcher Amitai Shenhav of Harvard University said in a statement. "This led us to ask whether the strength of an individual's beliefs is influenced by how much they trust their natural intuitions versus stopping to reflect on those first instincts."

14 ottobre 2009

Il senso della Binetti per la laicità

DOCUMENTI Luca Telese, Il Fatto Quotidiano

Il problema è questo. Adesso tutti vorrebbero che Paola Binetti, dopo l’ennesimo sfregio alla laicità commesso sotto le insegne del Pd, e addirittura in suo nome, si dimettesse dal partito levando lei le castagne dal fuoco al leader di turno. Ma se questo non accade il caso Binetti diventa una sorta di drammatico gioco di ruolo che scatena uno strano cortocircuito nelle primarie.

Pensateci anche solo per un attimo: Franceschini dovrebbe assumersi la responsabilità di cacciarla, ma se lo fa davvero, fornisce a uno dei suoi principali alleati, Francesco Rutelli, il casus belli che aspetta da mesi per mettere in pratica la sua sospirata scissione. E’ difficile che il segretario possa permetterlo, ed ecco perché Franceschini spara sulla Binetti sperando che si arrabbi. Il problema così si riversa su Bersani. Certo, se l’ex ministro prendesse una posizione chiara su questo, recupererebbe voti a sinistra, e potrebbe vincere più facilmente le primarie. Ma se lo facesse si esporrebbe anche a quello che considera il suo tallone d’Achille: quello di essere considerato un comunista travestito pronto ad operazioni di purga, e alla cancellazione delle identità di minoranza. Se a cacciare la Binetti è Bersani, diventa un mangiapreti. Se i primi due leader ragionano così, il corollario inevitabile è che alle primarie la candidatura Marino diventi un bene-rifugio. L’unico custode della laicità è lui – finirebbero per pensare molti iscritti – dunque lo voto. Un bel dilemma, in cui l’unico modo per fuggire alla prigionia dei ruoli è un atto di coraggio dei primi due leader del Pd. Riusciranno a trovare la forza?

05 agosto 2009

Meglio un relativista oggi che un fanatico domani

Spesso capita che il papa tiri in ballo il cosiddetto relativismo contemporaneo, che proprio non gli va giù. L’ultima occasione è stata l’udienza generale tenuta a Castel Gandolfo, in cui BenedettoXVI ha lanciato un affondo contro il relativismo, partendo da un paragone con il razionalismo, imperante ai tempi della Rivoluzione francese:
Se allora c’era la ‘dittatura del razionalismo’, all’epoca attuale si registra in molti ambienti una sorta di ‘dittatura del relativismo’. Entrambe appaiono risposte inadeguate alla giusta domanda dell’uomo di usare a pieno della propria ragione come elemento distintivo e costitutivo della propria identità. Il razionalismo fu inadeguato perché non tenne conto dei limiti umani e pretese di elevare la sola ragione a misura di tutte le cose, trasformandola in una dea; il relativismo contemporaneo – ha sottolineato Benedetto XVI – mortifica la ragione, perché di fatto arriva ad affermare che l’essere umano non può conoscere nulla con certezza al di là del campo scientifico positivo. Oggi però, come allora, l’uomo ‘mendicante di significato e compimento’ va alla continua ricerca di risposte esaustive alle domande di fondo che non cessa di porsi.

22 giugno 2009

Sarkozy: «Il burqa non è un problema religioso, ma di libertà e di dignità della donna»

Il Presidente francese ha tenuto un discorso al Palazzo di Versailles, nel corso del quale, interrotto da applausi scroscianti, ha detto testualmente:
Il burqa non è un problema religioso. Il burqa è un problema di libertà e di dignità della donna. Il burqa non è un simbolo religioso, ma un segno di asservimento e di abbassamento.
Mi è difficile non essere d’accordo con le parole di Sarkozy. Anche perché si sposano perfettamente con quanto scrisse l’etologo Desmond Morris in un libro di qualche anno fa, parlando in realtà del velo più che del burqa (L’animale donna, Mondadori 2005, pag. 104):

09 marzo 2009

'Theory of mind' could help explain belief in God

DOCUMENTI Andy Coghlan, New Scientist

Once we had evolved the necessary brain architecture, we could "do" religion, brain scans indicate.

The research shows that, to interpret a god's intentions and feelings, we rely mainly on the same recently evolved brain regions that divine the feelings and intentions of other people.

"We're interested to find where in the brain belief systems are represented, particularly those that appear uniquely human," says lead researcher, Jordan Grafman of the US National Institute of Neurological Disorders and Stroke in Bethesda, Maryland.

The researchers found that such beliefs "light up" the areas of our brain which have evolved most recently, such as those involved in imagination, memory and "theory of mind" - the recognition that other people and living things can have their own thoughts and intentions.

28 aprile 2008

Religion a figment of human imagination

DOCUMENTI Andy Coghlan, New Scientist

Humans alone practice religion because they're the only creatures to have evolved imagination.

That's the argument of anthropologist Maurice Bloch of the London School of Economics. Bloch challenges the popular notion that religion evolved and spread because it promoted social bonding, as has been argued by some anthropologists.

Instead, he argues that first, we had to evolve the necessary brain architecture to imagine things and beings that don't physically exist, and the possibility that people somehow live on after they've died.

26 aprile 2008

Pray-in at S.F. gas station asks God to lower prices

DOCUMENTI David R. Baker, San Francisco Chronicle

Rocky Twyman has a radical solution for surging gasoline prices: prayer.

Twyman - a community organizer, church choir director and public relations consultant from the Washington, D.C., suburbs - staged a pray-in at a San Francisco Chevron station on Friday, asking God for cheaper gas. He did the same thing in the nation's Capitol on Wednesday, with volunteers from a soup kitchen joining in. Today he will lead members of an Oakland church in prayer.

Yes, it's come to that.

"God is the only one we can turn to at this point," said Twyman, 59. "Our leaders don't seem to be able to do anything about it. The prices keep soaring and soaring."

Gas prices have been driven relentlessly higher this year by the bull market for crude oil, gasoline's main ingredient. A gallon of regular now costs $3.89, on average, in California, while the national average has hit $3.58.