Il burqa non è un problema religioso. Il burqa è un problema di libertà e di dignità della donna. Il burqa non è un simbolo religioso, ma un segno di asservimento e di abbassamento.Mi è difficile non essere d’accordo con le parole di Sarkozy. Anche perché si sposano perfettamente con quanto scrisse l’etologo Desmond Morris in un libro di qualche anno fa, parlando in realtà del velo più che del burqa (L’animale donna, Mondadori 2005, pag. 104):
Nelle culture in cui i regimi restrittivi sono riusciti a imporre se stessi e la propria rigida morale, le labbra sono rimaste nude. Nei casi estremi, persino le labbra nude sono state considerate troppo eccitanti per essere mostrate in pubblico, e quelle donne sfortunate sono state costrette a nasconderle sotto strati di tessuto.Per chi volesse ascoltare direttamente le parole di Sarkozy, ecco il video in cui parla del burqa:
Il velo, che nasconde le labbra delle donne, è di solito ritenuto una norma della fede islamica, ma non è così. È vero che questo mascheramento è ampiamente diffuso nei paesi musulmani, ma non ha nulla a che fare con gli insegnamenti di Maometto. È stato imposto alle donne da società dominate dagli uomini. Non è un comandamento religioso, ma uno sessista, in cui le donne sono brutalmente trattate come proprietà maschile.
Per informazione del lettore, il burqa è una sorta di sudario che ricopre completamente il corpo della donna, estate e inverno, senza lasciare scoperti neppure gli occhi, costretti a guardare attraverso una grata di tessuto.
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| Afghanistan, una donna ricoperta dal burqa |

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