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05 luglio 2012

Risposta a un lettore anonimo

Quanto segue è una risposta articolata alle obiezioni mossemi da un lettore, nei commenti a un articolo precedente ("Più scienza, meno religione").

Caro Anonimo, grazie innanzitutto per avermi dato del "galantuomo del dialogo": un epiteto forse un po' demodé, ma che mi fa piacere perché vuol dire che il mio sforzo di ispirarmi all'insegnamento socratico, nel considerare attentamente le opinioni altrui e nell'attendermi dal dialogo un accrescimento del sapere reciproco, non è del tutto fallito né passato inosservato.

Vengo alle risposte, partendo dalla questione dell'anonimato. Perché firmarsi? Il motivo più banale è per evitare equivoci nell'attribuzione dei commenti: che casino, per esempio, se un altro anonimo avesse postato i suoi commenti proprio in mezzo ai suoi tre ultimi. Ma questo è davvero il meno. La cosa che mi dà fastidio e che mi fa reputare l'anonimato una scelta un po' vigliacca e disonesta è che l'anonimo dialoga in modo asimmetrico, a suo vantaggio, con l'interlocutore che invece si firma con nome e cognome. Io non so se lei sia un giovane o un vecchio, un uomo o una donna, una sola persona o un gruppo di persone. Non so che formazione e che interessi abbia, se è qualcuno che conosco oppure no, se scriva qui per amore dell'argomento, per noia o per prendersi gioco di me. Certo, ciò che scrive ha un valore e una coerenza che meritano da soli una risposta, ma il dialogo su un blog, per quanto disincarnato, è pur sempre un rapporto umano, nel quale presentarsi per quel che si è, è secondo me una forma di rispetto per l'interlocutore. Inoltre, firmarsi e rendersi riconoscibile, per esempio postando il link a un proprio blog, vuol dire assumersi la responsabilità delle proprie esternazioni. Se penso che ci sono giornalisti che sfidano i cartelli della droga in Sudamerica, avendo il coraggio di firmare le proprie inchieste e spesso pagando con una morte atroce il loro coraggio, trovo veramente ridicolo che in un paese per fortuna ancora relativamente libero come l'Italia ci si nasconda dietro l'anonimato, quando tutto il rischio che si corre è quello di apparire in una chiacchierata pubblica sui massimi sistemi dell'universo, in un blog sconosciuto ai più. Forse che non può permettersi di essere associato in modo riconoscibile alle opinioni che ha espresso su queste pagine? No, firmarsi non è affatto superfluo, come lei ritiene. E' invece importante, molto importante, soprattutto in un paese come l'Italia, dove l'assunzione diretta di responsabilità è uno sport privo di praticanti.

23 giugno 2012

Più scienza, meno religione

Viviamo in un mondo paradossale. Usiamo quotidianamente strumenti tecnologici straordinariamente potenti, che hanno messo a nostra disposizione, almeno nei paesi ricchi, mezzi del tutto inconcepibili anche solo cento anni fa. Possiamo parlare istantaneamente e a basso costo con persone che vivono dall'altra parte del mondo; possiamo volare dall'Italia all'Australia in meno di ventiquattr'ore; possiamo riscaldarci senza accendere fuochi negli appartamenti; possiamo ordinare beni e servizi via Internet e riceverli a casa in pochissimo tempo; possiamo svolgere lavori pesantissimi usando mezzi motorizzati, senza più ricorrere alla forza di animali o di schiavi; possiamo mandare telescopi nello spazio per fotografare galassie distanti miliardi di anni luce; possiamo usare la forza dell'atomo per produrre energia.

A fronte di tutta questa potenza, il mondo è percorso da fremiti di irrazionalità che fanno a pugni con le conquiste della scienza e della tecnica, fremiti alimentati da credenze religiose che possono avere, e hanno già avuto, conseguenze devastanti. Come per esempio l'interminabile serie di lutti provocata dalla guerra intestina tra sunniti e sciiti in Iraq o la spirale di attentati e vendette che coinvolge fondamentalisti islamici e cristiani in Nigeria. Uccidersi per cause religiose, a meno che la religione non sia un puro pretesto per lotte di potere, è un fatto a dir poco irrazionale. Non perché non abbia una sua razionalità il voler eliminare chi si considera un nemico mortale, ma perché fragilissime, almeno intellettualmente, sono le basi da cui origina quell'odio.

20 giugno 2012

Quel relativista del papa

Immagine sacra di Umbanda, una religione sincretistica afro-brasiliana.

Nell'udienza generale di stamattina, papa Benedetto XVI ha formulato il seguente auspicio, affinché cessi la spirale di attentati e violenza tra islamici della setta Boko Haram e cristiani, che sta insanguinando da tempo la Nigeria:

02 dicembre 2009

E' ancora possibile in questo Paese distinguere il giusto dall'ingiusto?

Il ministro Alfano, che sta dando i numeri da parecchio tempo, è andato in Commissione Giustizia al Senato a snocciolare nuove cifre sul processo breve: su oltre 391.000 processi pendenti in primo grado - ha detto il ministro (Il Fatto Quotidiano di ieri, 1° dicembre, a pagina 2) - se ne estinguerà il 9,2%. Giorni prima aveva detto che il processo breve avrebbe cancellato solo l'1% dei processi in corso (ma allora a che serve fare una legge apposita?). Prima ancora aveva detto che la durata media del processo penale in Italia è di 7 anni e mezzo. Insomma, il povero cristo sembra avere seri problemi con la matematica e le percentuali.

Il CSM e l'Associazione Nazionale Magistrati, dal canto loro, forniscono proiezioni molto più allarmanti. Se l'ANM avesse ragione, con l'approvazione della legge sul processo breve, il 40-50% dei procedimenti in corso morirebbe o immediatamente o dopo pochi mesi.

Pensando a questa guerra di percentuali e, soprattutto, alla sventura che ho a vivere nell'Italia di oggi, a me sta venendo una forte depressione. Non scherzo.

18 novembre 2009

«Istoria vera de li anni 2010-2020 scritta ner 2059» (Un racconto di fantapolitica)

Pubblicamo, pe' ggentile concessione de l'editore Cocimelovo, er primmo capitolo dâ sezzione de istoria contemporania de «Càrcola», libbro de testo pê scole medie de Roma, Tivoli e Frascati, valido pe' l'anno scolastico 2059-2060. L'autore, Aquilotto Roscio, detto er Cazzabubbolo, ispera che sta nova edizzione der zu libbro, grazie pure a sta pubbricità, possa vénne quarche copia de più de quâ de l'anno passato, che nun sâ comprareno manco l'amici sua.


Cenni storichi presciolosi su li fatti principali capitati neî anni 2010-2020 overo come che semo 'rivati a l'attuale spartizzione politica der teritorio itajano


Propio a l'inizzio der 2010, cadde er governo de Sirvio Berlusconi. Successe che, pe' causa de 'no spione, fûrno scoprìti tre contàinere carichi de mignottoni, cocaina, novalgina, bombe a mano e DVD piedofili. Drento a lo doppio fonno de 'n contàinere ce stava pure 'n carico de tranzessuali - overo perzone che staveno 'n po' de qua e 'n po' de là - che a li tempi se portaveno 'na cifra.

14 novembre 2009

Prigionieri di un delirio di onnipotenza

Il disegno di legge sul cosiddetto «processo breve» è l'ultimo atto del personale delirio di onnipotenza di Silvio Berlusconi. Quest'uomo non vuole accettare in nessun modo la regola di uguaglianza tra i cittadini che vige nei paesi democratici. Non tollera di comparire - come un signor Chirac qualunque - davanti ai giudici che lo accusano di reati.

Non so se dentro di sé ritenga veramente di essere nel giusto (e sarebbe incredibile!), ma fatto sta che i suoi problemi giudiziari sono il motore che da molti, troppi anni obbliga il Parlamento e la politica italiana ad occuparsi in modo prioritario di leggi che non creano giustizia ma ingiustizia, leggi che non puntano a risarcire le vittime di reati ma a garantire, spesso con i sotterfugi più vergognosi, che i colpevoli la facciano franca.

12 ottobre 2009

Moccia generation

Stamattina, mentre facevo colazione, è entrata in cucina mia moglie e mi ha suggerito di affacciarmi al balcone, senza fornirmi particolari. Mi affaccio e vedo che, proprio in mezzo alla strada, è comparsa un'enorme scritta realizzata a mano da qualcuno nel corso della notte. La scritta, che occupa tutta la carreggiata ad esclusione dello spazio preso dalle auto parcheggiate, recita testualmente: «Questo è dedicato a te.. Speciale come sei... Tanti auguri».

È solo l'ultimo caso di una serie di scritte analoghe, che stanno comparendo in ogni luogo di Roma. C'è una generazione di giovanissimi che, come è sempre stato in ogni epoca, ama esprimersi scrivendo sui muri, sulle panchine, sui tronchi degli alberi e, più di recente, anche sulle strade, seguendo forse lo stile dei madonnari.

01 ottobre 2009

Un embrione congelato di democrazia

Sono giorni difficili, in Italia, per chi ha a cuore il pluralismo dell'informazione. Tutta la televisione non allineata al modello dominante che furoreggia nei principali telegiornali e nella "Terza Camera" di Bruno Vespa (non fare domande scomode, nascondere per quanto possibile i fatti sgraditi alla maggioranza di governo), è sotto attacco da parte del centrodestra e dei vertici della RAI.

Avendo preso alla lettera la missione di servizio pubblico soprattutto nella parte "servizio", quei vertici si sbracciano per servire, ma non il pubblico, bensì il "committente occulto", che poi non è neppure tanto occulto, a ben vedere. Così, si mettono i bastoni tra le ruote ad Annozero, a Che tempo che fa, a Report e persino a Parla con me, il programma quasi notturno della Dandini. Il direttore generale della RAI, Masi, incurante di danneggiare una trasmissione che fa ottimi ascolti e procura introiti pubblicitari come Annozero, chiede l'intervento dell'Autorità garante delle telecomunicazioni a proposito della partecipazione di Travaglio al programma. In altre parole, il controllato chiede al controllore di attivarsi per verificare se c'è qualcosa che non va. Siamo alla farsa. Ed è altrettanto comico pensare che è stata la stessa Agcom a rifiutare l'incontro, avendo conservato forse il suo presidente - Corrado Calabrò - un minimo di senso del ridicolo.

12 agosto 2009

La mancanza di autorevolezza del potere in Italia

L’arroganza del potere sta diventando insopportabile in Italia. Figure di ministri scialbe e insignificanti vanno in giro circondate da guardie del corpo che rendono impossibile al comune cittadino anche solo avvicinarsi. Nelle manifestazioni pubbliche le forze dell’ordine hanno la consegna di agire in modo intimidatorio contro i cittadini che osano esprimere verbalmente – senza armi di alcun genere, se non la parola – il proprio dissenso verso il governo e il potere. La democrazia è minacciata nella sua intima essenza da una simile deriva autoritaristica.

09 agosto 2009

La manipolazione dell'informazione televisiva al servizio del centrodestra

Qualche anima candida si ostina a negare il ruolo decisivo dell’informazione televisiva nell’andamento delle vicende politiche nazionali degli ultimi quindici anni. Esistono per fortuna delle rilevazioni statistiche che, se lette con attenzione, possono aiutare a liberare gli occhi di quelle “anime candide” dalle grosse fette di prosciutto che li accecano. Consiglio in particolare di leggere le tabelle prodotte dall’Osservatorio di Pavia su sicurezza e media, riprese da un articolo di Ilvo Diamanti su la Repubblica.

07 agosto 2009

Il paladino della libera informazione...

Berlusconi sta alla libertà d’informazione come un infarto sta alla salute del cuore. Troppo difficile la proporzione? Allora sarà tutto più chiaro, ascoltando ciò che il presidente del Consiglio a vita ha avuto il coraggio di dire a una giornalista del TG3 nel corso dell’ultima conferenza stampa a Palazzo Chigi:
D’altronde lei appartiene a una testata, il TG3, che ieri è uscita con quattro titoli, tutti negativi e di contrasto all’attività del governo. Credo che sia una cosa che non dobbiamo più sopportare. Non possiamo più sopportare che la RAI, la nostra televisione pubblica, sia l’unica televisione al mondo che con i soldi di tutti attacchi il governo. Siamo maggioranza. Non vogliamo fare ciò che l’altra maggioranza di sinistra ha fatto in passato, quando la RAI ha continuato ad attaccare l’opposizione. Quindi non è vero che c‘è la libertà di stampa o di televisione e che compito di un media è di attaccare chi governa. È vero invece che c‘è una sinistra che attacca gli altri e c‘è una maggioranza democratica che non attacca la sinistra. E il mandato che io vorrei che la nostra televisione pubblica avesse, e il mandato che corrisponde – ho sondaggi precisi al riguardo – alla volontà degli italiani che pagano la RAI coi soldi di tutti, è che la RAI faccia veramente il servizio pubblico eche non attacchi né governo né opposizione.

Cornacchie geniali

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge ha pubblicato uno studio sulla rivista Current Biology, in cui viene documentata l’insospettabile intelligenza dimostrata da un gruppo di quattro cornacchie, uccelli appartenenti alla famiglia dei Corvidi, nel procurarsi il cibo per mezzo di strumenti.

Le cornacchie sono state sottoposte a vari esperimenti. In uno di questi, sono state messe di fronte a un contenitore di vetro lungo e stretto, contenente dell’acqua su cui galleggiava un gustoso verme, troppo lontano però per essere raggiunto con il becco. I ricercatori hanno poi messo delle piccole pietre vicino al contenitore e immediatamente gli uccelli hanno capito che, gettando le pietre nell’acqua, il livello sarebbe salito fino a permetter loro di catturare il verme col becco. Due degli uccelli sono riusciti addirittura al primo tentativo. La cosa rimarchevole è che, tra tutti gli animali, solo gli orang-utan, cioè dei primati dotati di un grande cervello, hanno dimostrato di poter svolgere il medesimo compito con uguale successo.

05 agosto 2009

Meglio un relativista oggi che un fanatico domani

Spesso capita che il papa tiri in ballo il cosiddetto relativismo contemporaneo, che proprio non gli va giù. L’ultima occasione è stata l’udienza generale tenuta a Castel Gandolfo, in cui BenedettoXVI ha lanciato un affondo contro il relativismo, partendo da un paragone con il razionalismo, imperante ai tempi della Rivoluzione francese:
Se allora c’era la ‘dittatura del razionalismo’, all’epoca attuale si registra in molti ambienti una sorta di ‘dittatura del relativismo’. Entrambe appaiono risposte inadeguate alla giusta domanda dell’uomo di usare a pieno della propria ragione come elemento distintivo e costitutivo della propria identità. Il razionalismo fu inadeguato perché non tenne conto dei limiti umani e pretese di elevare la sola ragione a misura di tutte le cose, trasformandola in una dea; il relativismo contemporaneo – ha sottolineato Benedetto XVI – mortifica la ragione, perché di fatto arriva ad affermare che l’essere umano non può conoscere nulla con certezza al di là del campo scientifico positivo. Oggi però, come allora, l’uomo ‘mendicante di significato e compimento’ va alla continua ricerca di risposte esaustive alle domande di fondo che non cessa di porsi.

28 luglio 2009

Argentavis magnificens, gigantesco predatore volante

Aggirarsi sei milioni di anni fa tra le vaste praterie argentine a ridosso dei contrafforti andini doveva essere uno sport alquanto pericoloso. Quelle terre erano infatti dominate dal più grande uccello volante finora scoperto, il cui nome scientifico, Argentavis magnificens, vuol dire appunto “magnifico uccello argentino”. Ecco come lo descrive David A. Alexander, autore di uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS:
Approssimativamente 6 milioni di anni fa, in quella che ora è l’Argentina, un enorme uccello dominava la regione dalle Ande alle pampas. Immaginate un uccello con il corpo simile a quello di un condor, pesante quanto un essere umano e con un apertura alare vicina a quella di un piccolo aereo. Immaginate, ancora, che quell’uccello abbia un cranio lungo 55 cm, dotato di un enorme becco d’aquila, abbastanza grande da inghiottire un coniglio intero. Argentavis magnificens, il teratornite gigante, corrisponde a questa descrizione.

26 giugno 2009

Ignacius graybullianus, ovvero l'evoluzione del cervello negli antichi primati

Un articolo apparso su Le Scienze fa riferimento a uno studio eseguito sul cranio fossile, di circa 4 cm. di lunghezza, appartenuto a una specie chiamata Ignacius graybullianus, dell’ordine ormai estinto dei Plesiadapiformi. Secondo Mary Silcox, una delle autrici dello studio, i plesiadapiformi sono da considerare l’ordine più primitivo dei primati, sicché è di grande importanza studiarne i fossili, per comprendere il cammino evolutivo che ha portato i primati a separarsi dal resto dei mammiferi.

Chiesa e pedofilia

L’espresso pubblica questa settimana un’intervista di Paolo Tessadri a un religioso, che è voluto rimanere anonimo, appartenente all’Istituto Provolo di Verona, dove si sono consumati per molti anni atti di pedofilia ai danni di bambini e ragazzini sordomuti. Riporto di seguito uno stralcio dell’intervista, contenente i punti che mi hanno più colpito.
L’uomo appare a lunghi tratti freddo, distaccato, poi d’improvviso cede e si lascia andare a un pianto soffocato: “Sì, sono uno di quelli accusati dai sordomuti che vivevano nell’istituto Provolo di Verona e quelle cose le ho fatte. Non c‘è più nulla da nascondere. Io almeno ho il coraggio di dirlo, gli altri tacciono e se ne stanno in silenzio”. Poi racconta di avere cominciato ad abusare dei ragazzini a inizio anni Sessanta: “Il primo aveva 7-8 anni, non ricordo esattamente. Sono andato con una quindicina di piccoli sordomuti, con cinque o sei ho avuto rapporti più frequenti”. Poi precisa che erano 13, ma “forse un paio in più”.

24 giugno 2009

Financial Times: «Berlusconi e i suoi problemi di donne»

Gideon Rachman, un giornalista del Financial Times che scrive di affari esteri, ha dedicato ieri al nostro Presidente del Consiglio un graffiante articoletto, che traduco qui di seguito:
Qualche settimana fa Silvio Berlusconi è stato accusato di avere relazioni con minori. Ora l’accusa che appare nei giornali italiani e di avere rapporti con prostitute.
Qualunque sia la verità su queste accuse, fortemente negate, Berlusconi – ora nella sua settima decade – non ha mai fatto mistero di amare le giovani donne. Una volta mi trovai a una cena da lui offerta a Roma in onore dei giornalisti europei. Si assicurò che tutte le donne più belle fossero sedute al suo tavolo. Una giovane donna, che aveva evidentemente dimenticato quell’insegnamento della scuola di giornalismo che suggerisce di «mantenere una certa distanza dalle proprie fonti», finì per ritrovarsi seduta in grembo a Berlusconi.

23 giugno 2009

«Più alta è la responsabilità, più si ha il dovere del buon esempio. E della coerenza»

Sul numero 26 di Famiglia Cristiana, il direttore Antonio Sciortino, rispondendo ai lettori, firma un articolo di cui mi sento di sottoscrivere ogni parola, pur essendo io lontano mille miglia da molte delle posizioni abitualmente sostenute dalla chiesa cattolica. Ecco un ampio stralcio del testo di don Sciortino:
Chi ha l’onore e l’onere di servire il Paese (senza servirsene), per di più con una larga maggioranza, quale mai si era vista nella storia della Repubblica, è doveroso che si dedichi a questo importante compito senza “distrazioni”, che un capo di Governo non può permettersi. L’alta responsabilità comporta restrizioni di movimenti e comportamenti adeguati alla carica, per servire a tempo pieno il Paese e dedicarsi totalmente al “bene comune” dei cittadini.
A maggior ragione oggi, che il Paese è alle prese con una delle più gravi crisi economiche (ma anche morali) che abbia mai affrontato, con moltissime famiglie sulla soglia della povertà, lavoratori senza più occupazione e giovani precari a vita, senza futuro e speranza. Che esempio si dà alle giovani generazioni con comportamenti “gaudenti e libertini”, o se inculchiamo loro i valori del successo, dei soldi, del potere: traguardi da raggiungere a ogni costo, anche tramite scorciatoie e strade poco limpide?

22 giugno 2009

Con Minzolini direttore il TG1 tocca l'acme del servilismo

L’intervento in video del neodirettore del TG1 Augusto Minzolini merita di essere ascoltato in silenzio, il silenzio attonito di chi non crede alle proprie orecchie.

Sarkozy: «Il burqa non è un problema religioso, ma di libertà e di dignità della donna»

Il Presidente francese ha tenuto un discorso al Palazzo di Versailles, nel corso del quale, interrotto da applausi scroscianti, ha detto testualmente:
Il burqa non è un problema religioso. Il burqa è un problema di libertà e di dignità della donna. Il burqa non è un simbolo religioso, ma un segno di asservimento e di abbassamento.
Mi è difficile non essere d’accordo con le parole di Sarkozy. Anche perché si sposano perfettamente con quanto scrisse l’etologo Desmond Morris in un libro di qualche anno fa, parlando in realtà del velo più che del burqa (L’animale donna, Mondadori 2005, pag. 104):