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29 giugno 2012

Il comportamento morale negli animali

DOCUMENTI Frans de Waal, TED conference


Testo tradotto in italiano da Elena Montrasio e corretto da John Ockey.

Io sono nato a Den Bosch, la città che dà il nome al pittore Hieronymus Bosch, e per questo ho sempre amato questo pittore che visse e operò nel quindicesimo secolo. L'aspetto di lui che interessa in relazione alla moralità è che visse in un periodo in cui l'influenza della religione era in declino e, io credo, si chiedesse cosa sarebbe successo a una società in cui non ci fosse religione, o ce ne fosse meno. Dipinse quindi questo quadro famoso, "Il giardino delle delizie", da alcuni interpretato come l'umanità prima della Caduta, o come l'umanità senza alcuna Caduta. Questo ci fa pensare cosa sarebbe accaduto se non avessimo assaggiato il frutto della conoscenza, e quale tipo di moralità avremmo?

27 giugno 2012

Ricordare e prevedere. Scimmie quasi come noi

DOCUMENTI Sara Ficocelli, la Repubblica.it

I babbuini sanno distinguere la parola scritta dal borbottìo. Gli scimpanzè ricordano le sequenze numeriche meglio di noi. I bonobo nascondono gli strumenti di lotta come le nazioni gli armamenti. Ogni anno la ricerca fa nuove scoperte sul mondo dei primati. Con un'unica certezza: prima o poi ci raggiungeranno

Gli umani sono esseri superiori. Questo, almeno, è quello che pensiamo. Difficile però fare il pieno di autostima quando scopri che un orango ha più memoria di te. O che i babbuini sanno distinguere tra parole di senso compiuto e  sconclusionate, forse anche meglio di un bambino di 4 o 5 anni.

Le scimmie sanno fare moltiplicazioni e assaporare la gratificazione di un istante più a lungo di noi. Sono capaci di fare progetti, pianificare, organizzare il quotidiano in prospettiva futura. Giocano alla guerra e fanno la pace. Mostrano empatia nei confronti dei consimili e sfruttano i punti deboli dell'altro a proprio vantaggio. Dividono ciò che hanno con gli altri membri del branco. Sono come noi, forse anche meglio. E intelligenti più di quanto pensiamo. Tanto che la scienza di questa intelligenza non smette di stupirsi. Ogni anno, ricorda Josep Call del Max Planck Institute, in Germania, gli studiosi di tutto il mondo conducono ricerche mirate e scoprono nuove capacità, doti inaspettate, sorprendenti punti di contatto con l'essere umano.

07 agosto 2009

Cornacchie geniali

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge ha pubblicato uno studio sulla rivista Current Biology, in cui viene documentata l’insospettabile intelligenza dimostrata da un gruppo di quattro cornacchie, uccelli appartenenti alla famiglia dei Corvidi, nel procurarsi il cibo per mezzo di strumenti.

Le cornacchie sono state sottoposte a vari esperimenti. In uno di questi, sono state messe di fronte a un contenitore di vetro lungo e stretto, contenente dell’acqua su cui galleggiava un gustoso verme, troppo lontano però per essere raggiunto con il becco. I ricercatori hanno poi messo delle piccole pietre vicino al contenitore e immediatamente gli uccelli hanno capito che, gettando le pietre nell’acqua, il livello sarebbe salito fino a permetter loro di catturare il verme col becco. Due degli uccelli sono riusciti addirittura al primo tentativo. La cosa rimarchevole è che, tra tutti gli animali, solo gli orang-utan, cioè dei primati dotati di un grande cervello, hanno dimostrato di poter svolgere il medesimo compito con uguale successo.

26 giugno 2009

Ignacius graybullianus, ovvero l'evoluzione del cervello negli antichi primati

Un articolo apparso su Le Scienze fa riferimento a uno studio eseguito sul cranio fossile, di circa 4 cm. di lunghezza, appartenuto a una specie chiamata Ignacius graybullianus, dell’ordine ormai estinto dei Plesiadapiformi. Secondo Mary Silcox, una delle autrici dello studio, i plesiadapiformi sono da considerare l’ordine più primitivo dei primati, sicché è di grande importanza studiarne i fossili, per comprendere il cammino evolutivo che ha portato i primati a separarsi dal resto dei mammiferi.