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Visualizzazione post con etichetta scienza. Mostra tutti i post
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09 agosto 2012

Contro Darwin ora c’è un disegno intelligente

DOCUMENTI Franca Porciani, Corriere della Sera

Crescono i finanziamenti ai pochissimi scienziati impegnati a dimostrare che l’evoluzione è un’ipotesi come un’altra

E il settimo giorno, si riposò. Seimila anni fa, in sei giorni, Dio creò il mondo, uomo compreso; poi si prese 24 ore di riposo. Così recita la tradizione biblica della cultura giudaico-cristiana. Ma nessuno (o quasi) in Europa pensa che l’uomo sia nato da un pugno di creta e la donna da una costola di Adamo, ovvero che la Genesi sia da prendere alla lettera, rappresentazione allegorica di una realtà storica. Eppure negli Stati Uniti l’ultimo sondaggio Gallup del giugno scorso rivela che il 46% degli americani crede nella creazione come origine del mondo, percentuale di poco mutata rispetto agli anni Ottanta, nonostante i progressi scientifici.

21 settembre 2011

Belief in God Boils Down to a Gut Feeling

DOCUMENTI Stephanie Pappas, LiveScience

For many people, believing in God comes down to a gut feeling that a benevolent deity is out there. A study now finds that gut feelings may be very important in determining who goes to church every Sunday and who avoids the pews.

People who are generally more intuitive in the way they think and make decisions are more likely to believe in God than those who ruminate over their choices, the researchers found. The findings suggest that basic differences in thinking style can influence religious belief.

"Some say we believe in God because our intuitions about how and why things happen lead us to see a divine purpose behind ordinary events that don't have obvious human causes," study researcher Amitai Shenhav of Harvard University said in a statement. "This led us to ask whether the strength of an individual's beliefs is influenced by how much they trust their natural intuitions versus stopping to reflect on those first instincts."

07 agosto 2009

Cornacchie geniali

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge ha pubblicato uno studio sulla rivista Current Biology, in cui viene documentata l’insospettabile intelligenza dimostrata da un gruppo di quattro cornacchie, uccelli appartenenti alla famiglia dei Corvidi, nel procurarsi il cibo per mezzo di strumenti.

Le cornacchie sono state sottoposte a vari esperimenti. In uno di questi, sono state messe di fronte a un contenitore di vetro lungo e stretto, contenente dell’acqua su cui galleggiava un gustoso verme, troppo lontano però per essere raggiunto con il becco. I ricercatori hanno poi messo delle piccole pietre vicino al contenitore e immediatamente gli uccelli hanno capito che, gettando le pietre nell’acqua, il livello sarebbe salito fino a permetter loro di catturare il verme col becco. Due degli uccelli sono riusciti addirittura al primo tentativo. La cosa rimarchevole è che, tra tutti gli animali, solo gli orang-utan, cioè dei primati dotati di un grande cervello, hanno dimostrato di poter svolgere il medesimo compito con uguale successo.

28 luglio 2009

Argentavis magnificens, gigantesco predatore volante

Aggirarsi sei milioni di anni fa tra le vaste praterie argentine a ridosso dei contrafforti andini doveva essere uno sport alquanto pericoloso. Quelle terre erano infatti dominate dal più grande uccello volante finora scoperto, il cui nome scientifico, Argentavis magnificens, vuol dire appunto “magnifico uccello argentino”. Ecco come lo descrive David A. Alexander, autore di uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS:
Approssimativamente 6 milioni di anni fa, in quella che ora è l’Argentina, un enorme uccello dominava la regione dalle Ande alle pampas. Immaginate un uccello con il corpo simile a quello di un condor, pesante quanto un essere umano e con un apertura alare vicina a quella di un piccolo aereo. Immaginate, ancora, che quell’uccello abbia un cranio lungo 55 cm, dotato di un enorme becco d’aquila, abbastanza grande da inghiottire un coniglio intero. Argentavis magnificens, il teratornite gigante, corrisponde a questa descrizione.

26 giugno 2009

Ignacius graybullianus, ovvero l'evoluzione del cervello negli antichi primati

Un articolo apparso su Le Scienze fa riferimento a uno studio eseguito sul cranio fossile, di circa 4 cm. di lunghezza, appartenuto a una specie chiamata Ignacius graybullianus, dell’ordine ormai estinto dei Plesiadapiformi. Secondo Mary Silcox, una delle autrici dello studio, i plesiadapiformi sono da considerare l’ordine più primitivo dei primati, sicché è di grande importanza studiarne i fossili, per comprendere il cammino evolutivo che ha portato i primati a separarsi dal resto dei mammiferi.

22 giugno 2009

Scimmie mentitrici

Un gruppo di ricercatori della Liverpool John Moores University, tra cui gli italiani Filippo Aureli e Federica Amici, ha pubblicato uno studio, intitolato Variation in withholding of information in three monkey species, dal quale emerge un’interessante conclusione: le scimmie sono in grado di mentire, o quanto meno di dissimulare, similmente a quanto fanno gli umani in circostanze analoghe.

29 maggio 2009

Le otto scritture antiche mai decifrate

DOCUMENTI Francesco Tortora, Corriere della Sera

L'etrusca, la meroitica, la zapoteca e il Rongo Rongo: ecco i linguaggi che restano tuttora dei grandi misteri

MILANO - Da quando è comparso sulla Terra l’uomo ha sempre sentito l’esigenza di trasmettere alle generazioni successive le conoscenze e l'esperienza acquisita nel tempo. La scrittura è certamente l’invenzione più importante per tramandare la storia. Senza la decifrazione dei linguaggi antichi oggi l'umanità avrebbe una cognizione molto limitata delle civiltà del passato. Secondo gli storici la prima scrittura a comparire sulla Terra è quella cuneiforme usata dai Sumeri: incise su tavolette di argilla le prime testimonianze risalgono al 3.000 a.C. Successivamente forme di scrittura apparvero in Egitto, quindi in Europa e via di seguito in Cina e in America del Sud. Benché molte scritture del passato siano state decifrate dagli storici, esistono ancora oggi linguaggi oscuri. Proprio a queste scritture ancora da decifrare la rivista inglese New Scientist dedica un lungo reportage individuando otto importanti grafie che restano ancora sconosciute all'umanità.

09 marzo 2009

'Theory of mind' could help explain belief in God

DOCUMENTI Andy Coghlan, New Scientist

Once we had evolved the necessary brain architecture, we could "do" religion, brain scans indicate.

The research shows that, to interpret a god's intentions and feelings, we rely mainly on the same recently evolved brain regions that divine the feelings and intentions of other people.

"We're interested to find where in the brain belief systems are represented, particularly those that appear uniquely human," says lead researcher, Jordan Grafman of the US National Institute of Neurological Disorders and Stroke in Bethesda, Maryland.

The researchers found that such beliefs "light up" the areas of our brain which have evolved most recently, such as those involved in imagination, memory and "theory of mind" - the recognition that other people and living things can have their own thoughts and intentions.

28 aprile 2008

Religion a figment of human imagination

DOCUMENTI Andy Coghlan, New Scientist

Humans alone practice religion because they're the only creatures to have evolved imagination.

That's the argument of anthropologist Maurice Bloch of the London School of Economics. Bloch challenges the popular notion that religion evolved and spread because it promoted social bonding, as has been argued by some anthropologists.

Instead, he argues that first, we had to evolve the necessary brain architecture to imagine things and beings that don't physically exist, and the possibility that people somehow live on after they've died.

23 aprile 2004

"Un danno per la cultura delle nuove generazioni". L'appello

DOCUMENTI la Repubblica.it

Dai nuovi programmi della Scuola media è scomparso l'insegnamento della "Teoria dell'evoluzione delle specie". L'elenco degli argomenti da trattare non comprende più "L'evoluzione della Terra", la "Comparsa della vita sulla Terra" la "Struttura, funzione ed evoluzione dei viventi" e "L'origine ed evoluzione biologica e culturale della specie umana"

I programmi pubblicati nel decreto legislativo del 19 febbraio 2004 non contengono tracce della storia evolutiva dell'uomo né del suo rapporto con le altre specie.