Approssimativamente 6 milioni di anni fa, in quella che ora è l’Argentina, un enorme uccello dominava la regione dalle Ande alle pampas. Immaginate un uccello con il corpo simile a quello di un condor, pesante quanto un essere umano e con un apertura alare vicina a quella di un piccolo aereo. Immaginate, ancora, che quell’uccello abbia un cranio lungo 55 cm, dotato di un enorme becco d’aquila, abbastanza grande da inghiottire un coniglio intero. Argentavis magnificens, il teratornite gigante, corrisponde a questa descrizione.Le misure dell’Argentavis ricavate dai fossili analizzati sono a dir poco sbalorditive:
- apertura alare: 5,8–8 m
- superficie alare: quasi 7 m²
- portata alare: circa 11,5 kg/m²
- lunghezza: 3,5 m
- altezza: 1,7–2 m
- peso: 60–80 kg
- velocità di volo: 70 km/h
- fabbisogno quotidiano di cibo: 5-10 kg
Questo straordinario predatore preistorico era così pesante che, secondo quanto pensano gli studiosi che ne hanno analizzato i fossili, doveva aiutarsi nel decollo sfruttando le pendenze montane e le correnti calde ascensionali. Era però un magnifico aliante naturale, in grado di lasciarsi trasportare per chilometri e chilometri dalle correnti. La struttura del becco e del cranio suggerisce che l’uccello fosse in grado di catturare e mangiare anche grosse prede vive, oltre alle carogne che costituivano probabilmente la sua principale fonte di sostentamento.
Una domanda sorge nel lettore non specialista: come mai oggi non abbiamo più uccelli volatori così grandi? La spiegazione risiede in parte nel cambiamento del clima. Sei milioni di anni fa, nel Miocene, il clima era in Argentina molto più caldo e secco di oggi. Ciò garantiva la presenza di correnti ascensionali sufficientemente potenti da consentire anche a un gigante come l’Argentavis di spostarsi nell’aria attraverso grosse distanze usando il volo planato.
| Ricostruzione artistica di un Argentavis magnificens che scaccia dei marsupiali dai denti a sciabola, per banchettare con la preda da loro cacciata |
| In bianco, le ossa fossili di Argentavis recuperate dai paleontologi, sulle quali si basa la ricostruzione del resto dello scheletro |
| Dimensioni a confronto: l’apertura alare di un Argentavis paragonata a quella di un grande rapace contemporaneo, l’aquila marina testabianca |
| Kenneth E. Campbell, uno degli scopritori di Argentavis, davanti a una ricostruzione dell’uccello, nel Museo di Storia Naturale di Los Angeles |
Riferimenti:
- Ancient Argentavis soars again, PNAS, 18 luglio 2007
- The aerodynamics of Argentavis, the world’s largest flying bird from the Miocene of Argentina, PNAS, 3 luglio 2007
- Argentavis, Wikipedia
- L’uccello Roc delle pampas, Franco Boschetto
- L’insostenibile attesa delle penne, Le Scienze, 18 giugno 2009
- Flight secrets of largest bird ever revealed, Cosmos, 3 luglio 2007
- How the dinosaur bird took to the skies, The Telegraph, 3 luglio 2007
- Ancient American bird was glider, BBC News, 2 luglio 2007
- Master of the skies: the giant glider that didn’t like getting into a flap, The Times, 3 luglio 2007
- ¿Hay un límite para el tamaño corporal en las aves voladoras?, Sergio F. Vizcaíno, Paul Palquist, Richard A. Fariña
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