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06 luglio 2012

Rai, Schifani il fuorilegge

DOCUMENTI Furio Colombo, Il Fatto Quotidiano

L’operazione “elezione del nuovo Cda Rai” è avvenuta in violazione della Costituzione e agli ordini di Berlusconi eseguiti dal presidente del Senato

Paolo Amato era un senatore Pdl membro della Commissione di Vigilanza Rai. In queste ore era chiamato, con i suoi colleghi di destra e di sinistra, a indicare e votare alcune persone, presumibilmente con qualche titolo e qualche valore in qualche campo, per comporre il nuovo consiglio di amministrazione della Rai. Questo piccolo, modesto intervento parlamentare nella storia italiana, non è mai avvenuto. Il sen. Paolo Amato non ha scelto né votato nessuno perché al momento di votare non c’era più. Era accaduto che il suo partito l’aveva improvvisamente rimosso per divergenza di idee: non aveva indicato e non avrebbe votato la stessa persona imposta dal suo partito. C’è però una fastidiosa complicazione: la Costituzione stabilisce che i parlamentari sono eletti “senza vincolo di mandato”. Provvede subito il presidente del Senato. Rimuove subito e sostituisce un membro della Commissione di Vigilanza Rai sgradito a Berlusconi.

01 ottobre 2009

Un embrione congelato di democrazia

Sono giorni difficili, in Italia, per chi ha a cuore il pluralismo dell'informazione. Tutta la televisione non allineata al modello dominante che furoreggia nei principali telegiornali e nella "Terza Camera" di Bruno Vespa (non fare domande scomode, nascondere per quanto possibile i fatti sgraditi alla maggioranza di governo), è sotto attacco da parte del centrodestra e dei vertici della RAI.

Avendo preso alla lettera la missione di servizio pubblico soprattutto nella parte "servizio", quei vertici si sbracciano per servire, ma non il pubblico, bensì il "committente occulto", che poi non è neppure tanto occulto, a ben vedere. Così, si mettono i bastoni tra le ruote ad Annozero, a Che tempo che fa, a Report e persino a Parla con me, il programma quasi notturno della Dandini. Il direttore generale della RAI, Masi, incurante di danneggiare una trasmissione che fa ottimi ascolti e procura introiti pubblicitari come Annozero, chiede l'intervento dell'Autorità garante delle telecomunicazioni a proposito della partecipazione di Travaglio al programma. In altre parole, il controllato chiede al controllore di attivarsi per verificare se c'è qualcosa che non va. Siamo alla farsa. Ed è altrettanto comico pensare che è stata la stessa Agcom a rifiutare l'incontro, avendo conservato forse il suo presidente - Corrado Calabrò - un minimo di senso del ridicolo.

09 agosto 2009

La manipolazione dell'informazione televisiva al servizio del centrodestra

Qualche anima candida si ostina a negare il ruolo decisivo dell’informazione televisiva nell’andamento delle vicende politiche nazionali degli ultimi quindici anni. Esistono per fortuna delle rilevazioni statistiche che, se lette con attenzione, possono aiutare a liberare gli occhi di quelle “anime candide” dalle grosse fette di prosciutto che li accecano. Consiglio in particolare di leggere le tabelle prodotte dall’Osservatorio di Pavia su sicurezza e media, riprese da un articolo di Ilvo Diamanti su la Repubblica.

07 agosto 2009

Il paladino della libera informazione...

Berlusconi sta alla libertà d’informazione come un infarto sta alla salute del cuore. Troppo difficile la proporzione? Allora sarà tutto più chiaro, ascoltando ciò che il presidente del Consiglio a vita ha avuto il coraggio di dire a una giornalista del TG3 nel corso dell’ultima conferenza stampa a Palazzo Chigi:
D’altronde lei appartiene a una testata, il TG3, che ieri è uscita con quattro titoli, tutti negativi e di contrasto all’attività del governo. Credo che sia una cosa che non dobbiamo più sopportare. Non possiamo più sopportare che la RAI, la nostra televisione pubblica, sia l’unica televisione al mondo che con i soldi di tutti attacchi il governo. Siamo maggioranza. Non vogliamo fare ciò che l’altra maggioranza di sinistra ha fatto in passato, quando la RAI ha continuato ad attaccare l’opposizione. Quindi non è vero che c‘è la libertà di stampa o di televisione e che compito di un media è di attaccare chi governa. È vero invece che c‘è una sinistra che attacca gli altri e c‘è una maggioranza democratica che non attacca la sinistra. E il mandato che io vorrei che la nostra televisione pubblica avesse, e il mandato che corrisponde – ho sondaggi precisi al riguardo – alla volontà degli italiani che pagano la RAI coi soldi di tutti, è che la RAI faccia veramente il servizio pubblico eche non attacchi né governo né opposizione.

22 giugno 2009

Silenzi, omissioni, mezze notizie. Il Patrizia-gate cancellato dai tg

DOCUMENTI Sebastiano Messina, la Repubblica

Dalla Rai a Mediaset: così un caso diventa "fantasma". Nelle edizioni di sabato una vera pietra tombale seppellisce l'inchiesta di Bari. Il Tg1 di Minzolini ha evitato di collegare Berlusconi alla D'Addario. Solo "feste a Palazzo Grazioli", aggiungendo: "Potrebbe trattarsi di millanterie"

È davvero possibile insabbiare uno scandalo che domina le prime pagine dei quotidiani nazionali, è al centro di un'inchiesta giudiziaria ed è finito immediatamente nei titoli della stampa internazionale? Sì, è possibile. In questa Italia dove il presidente del Consiglio ha anche l'ultima parola sulle nomine dei direttori di cinque dei sei maggiori telegiornali, ormai non c'è più bisogno di contestare i fatti, i sospetti e le accuse: basta nasconderli, e oplà, la notizia non c'è più.

Con Minzolini direttore il TG1 tocca l'acme del servilismo

L’intervento in video del neodirettore del TG1 Augusto Minzolini merita di essere ascoltato in silenzio, il silenzio attonito di chi non crede alle proprie orecchie.

31 gennaio 2007

Fenomenologia del conflitto di interessi

Mentre tutte le agenzie di stampa, i quotidiani, le radio e i telegiornali (RAI) rimandano la notizia delle lettera di Veronica Berlusconi, reti e siti Mediaset ignorano completamente la notizia.

La Repubblica di stamattina riporta con grande risalto il testo di una lettera aperta che la moglie di Berlusconi ha inviato al quotidiano, per lamentare il comportamento, per lei offensivo, tenuto pubblicamente dal marito.

Di fronte a questa notizia, le testate giornalistiche Mediaset, tutte insieme, come una vera corazzata della (dis)informazione, hanno completamente nascosto il "fattaccio" al loro pubblico. Forse non erano arrivati ordini di scuderia sul comportamento da tenere e nessuno si è voluto arrischiare a dispiacere il padrone. Oppure l'ordine di scuderia è arrivato ed era appunto di non dispiacere il padrone.

Riporto di seguito cosa scrive in proposito il sito del Corriere della Sera: