Queste tabelle mettono a confronto il numero di servizi dedicati alla cronaca nera dalle principali televisioni nazionali negli anni 2005-2009 con il numero di reati commessi in Italia negli stessi anni. Dalle tabelle si evince che, negli anni in cui il centrosinistra era al governo, i servizi di cronaca nera di Tg1 e Tg5 hanno avuto una vera e propria impennata, mentre invece il numero totale di delitti in Italia calava. Non ci vuole un’aquila per capire che i telegiornali, e i due più seguiti in particolare, sono stati usati come clave per insufflare una forte percezione d’insicurezza nel pubblico mentre il centrosinistra era al potere, mentre vengono usati ora – con il centrodestra al potere – per dare l’impressione che il governo abbia reso l’Italia un posto molto più sicuro di quanto fosse prima.
Ecco di seguito la parte più interessante dell’analisi di Ilvo Diamanti su la Repubblica. Più sotto, due delle tabelle “incriminate”.
Basta scorrere i dati del recentissimo report dell’Osservatorio di Pavia su “Sicurezza e media” (curato da Antonio Nizzoli) per rilevare la rapida eclissi (scomparsa?) della criminalità in tivù. Infatti, i telegiornali di prima serata delle 6 reti maggiori (Rai e Mediaset) dedicano agli episodi criminali ben 3500 servizi nel secondo semestre del 2007, poco più di 2500 nel secondo semestre del 2008 e meno di 2000 nel primo semestre di quest’anno. In altri termini: se i fatti criminali sono calati di 8 punti percentuali in un anno, le notizie su di essi, nello stesso periodo, sono diminuite di 20. Ma di 50 (cioè: si dimezzano) se si confronta il secondo semestre del 2007 con il primo del 2009. Più che un calo: un crollo. In gran parte determinato da due fonti. Tg1 e Tg5, che da soli raccolgono e concentrano oltre il 60% del pubblico. Le notizie relative ai reati proposte dal Tg1 in prima serata, dal secondo semestre del 2007 al primo semestre del 2009, si riducono: da oltre 600 a meno di 300. Cioè: si dimezzano. Insomma, per riprendere i propositi del nuovo direttore del Tg1 (poco responsabile di questo trend, visto che è in carica solo da giugno): niente gossip; ma neppure nera. Solo bianca. Tuttavia, è nel Tg5 che il calo di attenzione in tal senso assume proporzioni spettacolari. Il numero di servizi dedicato a episodi criminali, infatti, era di 900 nel secondo semestre del 2007. Nel primo semestre del 2009 scende a 400. Insomma, la criminalità si riduce un po’ nella percezione sociale e sensibilmente nell’opinione pubblica. Ma nella piattaforma televisiva unica di Raiset – o Mediarai – quasi svanisce. E chi non si rassegna (come Canale 3 – pardon: Tg3) viene redarguito apertamente dal premier. Il quale, tuttavia, non ha motivo di avere paura. Se – come ha recitato tempo addietro – l’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura. E la paura erompe soprattutto dalla televisione. In questo paese dove il confine tra realtà reale e mediale è sempre più sottile. Allora il premier non ha nulla da temere. Ronda o non ronda. Ronda su ronda. La paura scompare insieme alla criminalità. Oppure riappare. A (tele) comando.


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