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Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
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27 agosto 2012

Insulto dunque Navigo

DOCUMENTI Beppe Severgnini, Corriere della Sera

Pierluigi Bersani ha ragione, ma sbaglia aggettivo. Chi approfitta di Internet per insultare gli avversari non è «fascista»: è un maleducato. Immaginate, tuttavia, due leader di partito che, di questi tempi, si danno del maleducato. Qualche anziana maestra capirebbe, ma pochi altri.

«Fascisti!». Nel grido bersaniano contro Grillo & C. c'è molta autobiografia. Quarant'anni fa, quando la chiesa comunista faceva sul serio, il vocabolo era una scomunica. «Fascista!». E qualsiasi discussione - dalle assemblee sindacali ai collettivi studenteschi - si chiudeva lì. La cosa grave è che a quei tempi i (neo)fascisti c'erano davvero, ed erano pericolosi; ma degli aggettivi, mussolinianamente, se ne fregavano.

15 agosto 2012

Un politico antisemita ungherese ha scoperto di essere ebreo

DOCUMENTI redazione, Il Post

Si chiama Csanad Szegedi, è un europarlamentare: ha dovuto restituire la tessera del partito

Fino a poco tempo fa Csanad Szegedi era il politico più in vista del partito ungherese di estrema destra Jobbik. Era famoso soprattutto per i suoi commenti antisemiti, in cui accusava gli ebrei di «comprarsi il paese», occupare le posizioni politiche più importanti e dissacrare i simboli nazionali ungheresi. La sua carriera politica ha subito però una grave battuta d’arresto il mese scorso, quando ha ammesso pubblicamente di avere origini ebraiche.

29 luglio 2012

Nel mondo senza leader è la rete che domina

DOCUMENTI Furio Colombo, Il Fatto Quotidiano

Qualcosa è accaduto mentre noi eravamo occupati nel tentare di salvarci dalla bancarotta. Sono scomparsi i leader. Non parliamo di quelli che c'erano nel passato "normale". Si sono tolti di mezzo da soli, a volte, in circostanze drammatiche. Altre volte semplicemente sono svaniti come nell'effetto speciale di un film. C'erano, e occupavano spazio, notizie, interviste, talk show. C'erano e non ci sono più. Sono ancora in giro, ma non in favore di telecamere. Se parlano non si sente la voce. E non trascinano nessuno. Il fenomeno non è solo italiano. Il mondo in questo momento è occupato da marce e comizi, da sit in e assemblee, dove nessuno guida e nessuno ha qualcosa di speciale da dire, non nel senso del carisma, della leadership, del messaggio con cui mettersi alla testa di una folla.

27 luglio 2012

Battaglie di retroguardia

DOCUMENTI Piergiorgio Odifreddi, Il non-senso della vita

Il Comune di Milano ha istituito il registro delle unioni civili. L’approvazione del decreto ha richiesto una seduta di undici ore e mezzo, e un’estenuante mediazione della maggioranza con l’area cattolica del Pd e l’area laica del Pdl: cioè, fra la retroguardia dei progressisti, che si è astenuta, e l’avanguardia dei retrogradi, che ha votato a favore di un provvedimento debitamente annacquato.

22 luglio 2012

A che punto è la notte

DOCUMENTI Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, Corriere della Sera

Il fondo salva-Stati non risolverà i problemi. Serve un’unione politica irreversibile

Era il luglio di cinque anni fa quando si avvertirono i primi scricchiolii in alcune banche americane, francesi e tedesche. Da allora abbiamo vissuto la più forte recessione dagli anni Trenta, la crescita è rallentata, e trovare un lavoro è diventato difficile dovunque. Questa crisi ci ha insegnato alcune verità.

Primo: le crisi finanziarie, soprattutto quelle scatenate da aumenti ingiustificati nei prezzi delle abitazioni producono, quando la bolla poi scoppia, recessioni molto lunghe. Le banche, dopo aver concesso mutui con grande leggerezza, senza chiedersi se il cliente debitore sarebbe stato in grado di sostenere le rate, subiscono perdite ingenti e devono ricapitalizzarsi. Ma a quel punto trovare capitali privati non è facile, e se interviene lo Stato, il debito pubblico esplode, come è accaduto in Stati Uniti, Irlanda e Spagna. Così il credito non riprende e l’economia ristagna a lungo. Lo abbiamo imparato dal libro di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, Questa volta è diverso. Otto secoli di follia finanziaria (Il Saggiatore, 2010) lettura consigliata per l’estate. Il titolo è volutamente ironico: questa volta «non» è diverso, la storia è piena di crisi finanziarie seguite da lunghe recessioni. Il Giappone è solo l’esempio più recente: non si è mai davvero ripreso dagli effetti della bolla immobiliare scoppiata nel 1989, e il debito pubblico ha raggiunto il 200 per cento del reddito nazionale. I due grafici visibili qui illustrano in modo chiaro la durata di queste crisi e il ciclo del credito prima e dopo la crisi.

15 luglio 2012

Carità ai bianchi e assalti ai migranti L'offensiva di Alba dorata ad Atene

DOCUMENTI Alessandra Coppola, Corriere della Sera

Il partito di ultradestra fa leva sulla miseria crescente dei greci. Il gruppo neonazista ha 18 deputati: e ora guida ronde anti stranieri e distribuisce aiuti ma solo ai «cittadini»

ATENE - Qualcuno ha vergogna. Una signora anziana, nel caldo atroce che dura fino a sera, si nasconde sotto un foulard di finta seta e occhiali da sole. Una giovane donna, una smorfia di sofferenza, tiene insieme il biberon, le buste che i volontari hanno riempito di alimenti, la tessera del partito e il collo della maglietta del bambino, perché non si perda nella confusione. Eleni non ne fa una questione di politica: «Vivo con 400 euro di pensione di invalidità, due figlie e due nipoti. Almeno per oggi a cena i ragazzi mangeranno patate fritte».

In fila per la pasta e l'olio ci sono gli abitanti del centro storico di Atene, a decine, ridotti alla fame dalla crisi, assediati dai migranti, spinti tra le braccia del partito d'estrema destra Alba dorata. «A chiamarci nazisti sono i ricchi che hanno la colf straniera a pulirgli la villa, noi siamo vicini alla gente»: la bionda Eugenia Christou, moglie di un parlamentare e leader delle donne del partito, coordina gli «interventi sociali», ed è l'unica vestita di bianco. Al quartier generale il colore è nero, al massimo azzurro come la bandiera della Grecia, oppure rosso nello striscione con il meandro che imita la svastica e copre il balcone del primo piano. La sede è su due livelli: sopra, bar e sala riunioni; sotto, vendita di gadget e libri (Göbbels compreso), un ufficio e due volte alla settimana un volontario che raccoglie richieste e paure. «Ci stiamo organizzando per uno sportello quotidiano».

14 luglio 2012

Rifiuti, la lezione di Acerra in un anno differenziata al 62%

DOCUMENTI la Repubblica

Il comune premiato dal Conai per lo straordinario successo ottenuto nel giro di appena 12 mesi (+52%). Buoni acquisto per i cittadini in base al peso del materiale salvato dalla discarica

ROMA - Mentre a Roma si continuava a litigare sulla scelta di un posto per costruire la nuova discarica, lasciando languere la raccolta differenziata su percentuali di poco superiori al 20%, Acerra, comune simbolo dell'unico termovalorizzatore della Campania, metteva a segno un clamoroso record passando nel giro di appena un anno dal 10 al 62%. A certificarlo è il Conai, il Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi, che ha assegnato all'amministrazione governata dal centrosinistra il premio 'start up'.

"Si è riusciti ad aumentare del 52% la differenziata grazie a un porta a porta spinto, all'eliminazione dei cassonetti, e a un Centro raccolta tecnologico", spiega Fabio Costarella, responsabile area sud del Conai. Prima del nuovo sistema, ricorda, la raccolta veniva fatta in maniera prevalentemente stradale. Tutti i materiali (carta, vetro, plastica e metalli, organico, indifferenziato) vengono invece ritirati ora direttamente a casa.

06 luglio 2012

Rai, Schifani il fuorilegge

DOCUMENTI Furio Colombo, Il Fatto Quotidiano

L’operazione “elezione del nuovo Cda Rai” è avvenuta in violazione della Costituzione e agli ordini di Berlusconi eseguiti dal presidente del Senato

Paolo Amato era un senatore Pdl membro della Commissione di Vigilanza Rai. In queste ore era chiamato, con i suoi colleghi di destra e di sinistra, a indicare e votare alcune persone, presumibilmente con qualche titolo e qualche valore in qualche campo, per comporre il nuovo consiglio di amministrazione della Rai. Questo piccolo, modesto intervento parlamentare nella storia italiana, non è mai avvenuto. Il sen. Paolo Amato non ha scelto né votato nessuno perché al momento di votare non c’era più. Era accaduto che il suo partito l’aveva improvvisamente rimosso per divergenza di idee: non aveva indicato e non avrebbe votato la stessa persona imposta dal suo partito. C’è però una fastidiosa complicazione: la Costituzione stabilisce che i parlamentari sono eletti “senza vincolo di mandato”. Provvede subito il presidente del Senato. Rimuove subito e sostituisce un membro della Commissione di Vigilanza Rai sgradito a Berlusconi.

05 luglio 2012

Sicilia, più dipendenti del governo inglese

DOCUMENTI Sergio Rizzo, Corriere della Sera

La presidenza della Regione ne conta 1.385. Downing Street si ferma a 1.337
A Palazzo dei Normanni un dirigente ogni sei impiegati. Il caso dei baby pensionati.

ROMA - Esiste in Italia un ufficio pubblico dove c'è un dirigente ogni sei impiegati. Si trova a palazzo dei Normanni, Palermo: è la presidenza della Regione siciliana. Ma il governatore Raffaele Lombardo sappia che non è l'unico in Europa a guidare un esercito pieno zeppo di generali. Il premier britannico David Cameron è nelle sue stesse condizioni: anche a Downing Street ogni dirigente ha in media sei sottoposti. Il fatto è che pure i numeri sono più o meno gli stessi. Cameron ha 198 dirigenti, Lombardo 192. Quanto ai dipendenti il Cabinet Office, equivalente della nostra presidenza del Consiglio, ne ha 1.337: quarantotto meno dei 1.385 che la presidenza della Regione siciliana contava alla fine del 2011.

30 giugno 2012

Il diritto al lavoro non esiste

DOCUMENTI Massimo Fini, Il Fatto Quotidiano

Elsa Fornero ha perfettamente ragione: non esiste alcun diritto al lavoro. Questo tipo di diritti, come quello alla salute o alla felicità, appartengono alle astrazioni della Modernità che nulla hanno a che fare con la vita reale. Sono diritti impossibili perché nessuno, foss'anche Domineddio, può garantirli. Esiste, quando c'è, la salute, non un suo diritto. Esiste, in rari momenti della vita di un uomo, un rapido lampo, un attimo fuggente e sempre rimpianto, che chiamiamo felicità, non il suo diritto. Così è inutile sancire il diritto al lavoro se in una società il lavoro non c'è. Ciò che in una società moderna possiamo pretendere è un'altra cosa: l'assicurazione, da parte della collettività, di una vita dignitosa anche per chi il lavoro non ce l'ha e non lo può trovare.

27 giugno 2012

Regressione e paura per la Tempesta perfetta

DOCUMENTI Loretta Napoleoni, la Repubblica

Dietro il fenomeno della destra c'è il ritorno ai nazionalisti come protezione dal nuovo e dal diverso. Un'involuzione che taglia tutto il Continente. Una miscela esplosiva fatta di anti-elitismo, anti-europeismo, anti-immigrazione. Gli europei hanno metabolizzato la democrazia, ma ciò non toglie che quello che è già successo possa tornare

Il sogno europeo, simbolicamente racchiuso in una monetina chiamata Euro, rischia di disintegrarsi. Il pericolo è che l'Europa Unita 'regredisca' agli stati nazione antecedenti alla caduta del Muro di Berlino: economie isolate dal filo spinato delle restrizioni monetarie; paesi etnicamente vergini e con forti culture endogene. Regredire è un verbo che ben descrive il processo d'involuzione in atto non solo a livello economico ma anche e soprattutto a livello culturale e politico. Si tratta di un fenomeno che taglia trasversalmente tutto il continente e che affonda le sue radici nel grande calderone della globalizzazione.

02 dicembre 2009

E' ancora possibile in questo Paese distinguere il giusto dall'ingiusto?

Il ministro Alfano, che sta dando i numeri da parecchio tempo, è andato in Commissione Giustizia al Senato a snocciolare nuove cifre sul processo breve: su oltre 391.000 processi pendenti in primo grado - ha detto il ministro (Il Fatto Quotidiano di ieri, 1° dicembre, a pagina 2) - se ne estinguerà il 9,2%. Giorni prima aveva detto che il processo breve avrebbe cancellato solo l'1% dei processi in corso (ma allora a che serve fare una legge apposita?). Prima ancora aveva detto che la durata media del processo penale in Italia è di 7 anni e mezzo. Insomma, il povero cristo sembra avere seri problemi con la matematica e le percentuali.

Il CSM e l'Associazione Nazionale Magistrati, dal canto loro, forniscono proiezioni molto più allarmanti. Se l'ANM avesse ragione, con l'approvazione della legge sul processo breve, il 40-50% dei procedimenti in corso morirebbe o immediatamente o dopo pochi mesi.

Pensando a questa guerra di percentuali e, soprattutto, alla sventura che ho a vivere nell'Italia di oggi, a me sta venendo una forte depressione. Non scherzo.

18 novembre 2009

«Istoria vera de li anni 2010-2020 scritta ner 2059» (Un racconto di fantapolitica)

Pubblicamo, pe' ggentile concessione de l'editore Cocimelovo, er primmo capitolo dâ sezzione de istoria contemporania de «Càrcola», libbro de testo pê scole medie de Roma, Tivoli e Frascati, valido pe' l'anno scolastico 2059-2060. L'autore, Aquilotto Roscio, detto er Cazzabubbolo, ispera che sta nova edizzione der zu libbro, grazie pure a sta pubbricità, possa vénne quarche copia de più de quâ de l'anno passato, che nun sâ comprareno manco l'amici sua.


Cenni storichi presciolosi su li fatti principali capitati neî anni 2010-2020 overo come che semo 'rivati a l'attuale spartizzione politica der teritorio itajano


Propio a l'inizzio der 2010, cadde er governo de Sirvio Berlusconi. Successe che, pe' causa de 'no spione, fûrno scoprìti tre contàinere carichi de mignottoni, cocaina, novalgina, bombe a mano e DVD piedofili. Drento a lo doppio fonno de 'n contàinere ce stava pure 'n carico de tranzessuali - overo perzone che staveno 'n po' de qua e 'n po' de là - che a li tempi se portaveno 'na cifra.

14 novembre 2009

Prigionieri di un delirio di onnipotenza

Il disegno di legge sul cosiddetto «processo breve» è l'ultimo atto del personale delirio di onnipotenza di Silvio Berlusconi. Quest'uomo non vuole accettare in nessun modo la regola di uguaglianza tra i cittadini che vige nei paesi democratici. Non tollera di comparire - come un signor Chirac qualunque - davanti ai giudici che lo accusano di reati.

Non so se dentro di sé ritenga veramente di essere nel giusto (e sarebbe incredibile!), ma fatto sta che i suoi problemi giudiziari sono il motore che da molti, troppi anni obbliga il Parlamento e la politica italiana ad occuparsi in modo prioritario di leggi che non creano giustizia ma ingiustizia, leggi che non puntano a risarcire le vittime di reati ma a garantire, spesso con i sotterfugi più vergognosi, che i colpevoli la facciano franca.

14 ottobre 2009

Il senso della Binetti per la laicità

DOCUMENTI Luca Telese, Il Fatto Quotidiano

Il problema è questo. Adesso tutti vorrebbero che Paola Binetti, dopo l’ennesimo sfregio alla laicità commesso sotto le insegne del Pd, e addirittura in suo nome, si dimettesse dal partito levando lei le castagne dal fuoco al leader di turno. Ma se questo non accade il caso Binetti diventa una sorta di drammatico gioco di ruolo che scatena uno strano cortocircuito nelle primarie.

Pensateci anche solo per un attimo: Franceschini dovrebbe assumersi la responsabilità di cacciarla, ma se lo fa davvero, fornisce a uno dei suoi principali alleati, Francesco Rutelli, il casus belli che aspetta da mesi per mettere in pratica la sua sospirata scissione. E’ difficile che il segretario possa permetterlo, ed ecco perché Franceschini spara sulla Binetti sperando che si arrabbi. Il problema così si riversa su Bersani. Certo, se l’ex ministro prendesse una posizione chiara su questo, recupererebbe voti a sinistra, e potrebbe vincere più facilmente le primarie. Ma se lo facesse si esporrebbe anche a quello che considera il suo tallone d’Achille: quello di essere considerato un comunista travestito pronto ad operazioni di purga, e alla cancellazione delle identità di minoranza. Se a cacciare la Binetti è Bersani, diventa un mangiapreti. Se i primi due leader ragionano così, il corollario inevitabile è che alle primarie la candidatura Marino diventi un bene-rifugio. L’unico custode della laicità è lui – finirebbero per pensare molti iscritti – dunque lo voto. Un bel dilemma, in cui l’unico modo per fuggire alla prigionia dei ruoli è un atto di coraggio dei primi due leader del Pd. Riusciranno a trovare la forza?

12 ottobre 2009

Moccia generation

Stamattina, mentre facevo colazione, è entrata in cucina mia moglie e mi ha suggerito di affacciarmi al balcone, senza fornirmi particolari. Mi affaccio e vedo che, proprio in mezzo alla strada, è comparsa un'enorme scritta realizzata a mano da qualcuno nel corso della notte. La scritta, che occupa tutta la carreggiata ad esclusione dello spazio preso dalle auto parcheggiate, recita testualmente: «Questo è dedicato a te.. Speciale come sei... Tanti auguri».

È solo l'ultimo caso di una serie di scritte analoghe, che stanno comparendo in ogni luogo di Roma. C'è una generazione di giovanissimi che, come è sempre stato in ogni epoca, ama esprimersi scrivendo sui muri, sulle panchine, sui tronchi degli alberi e, più di recente, anche sulle strade, seguendo forse lo stile dei madonnari.

01 ottobre 2009

Un embrione congelato di democrazia

Sono giorni difficili, in Italia, per chi ha a cuore il pluralismo dell'informazione. Tutta la televisione non allineata al modello dominante che furoreggia nei principali telegiornali e nella "Terza Camera" di Bruno Vespa (non fare domande scomode, nascondere per quanto possibile i fatti sgraditi alla maggioranza di governo), è sotto attacco da parte del centrodestra e dei vertici della RAI.

Avendo preso alla lettera la missione di servizio pubblico soprattutto nella parte "servizio", quei vertici si sbracciano per servire, ma non il pubblico, bensì il "committente occulto", che poi non è neppure tanto occulto, a ben vedere. Così, si mettono i bastoni tra le ruote ad Annozero, a Che tempo che fa, a Report e persino a Parla con me, il programma quasi notturno della Dandini. Il direttore generale della RAI, Masi, incurante di danneggiare una trasmissione che fa ottimi ascolti e procura introiti pubblicitari come Annozero, chiede l'intervento dell'Autorità garante delle telecomunicazioni a proposito della partecipazione di Travaglio al programma. In altre parole, il controllato chiede al controllore di attivarsi per verificare se c'è qualcosa che non va. Siamo alla farsa. Ed è altrettanto comico pensare che è stata la stessa Agcom a rifiutare l'incontro, avendo conservato forse il suo presidente - Corrado Calabrò - un minimo di senso del ridicolo.

30 settembre 2009

"Critichi Berlusconi e vuoi il mio aiuto? Firma un patto di sangue elettorale"

DOCUMENTI la Repubblica

Ecco, di seguito la mail inviata da Marcello Mancini e la risposta del consigliere Patrizio Bianconi.

«Caro Patrizio, scusa se ti disturbo, ma in via Tacito l´Ama ha piazzato dei cassonetti in modo assolutamente sconcio, senza nessuna logica, seguendo probabilmente delle pressioni di qualche raccomandato. Mi fai sapere se esiste una normativa comunale in merito ed eventualmente come agire per far ripristinare un regolare ordine?»

Marcello Mancini

«Egr. Dott. Mancini, nella sua e-mail Lei mi segnala una problematica personale che esula dalle mie competenze. Sarebbe svilente se un On. si dovesse occupare di cassonetti - o monnezza, come dicono a Roma - tanto più se gli stessi si trovano dinanzi ad un´attività imprenditoriale di un privato. Con profondo rammarico noto (...) che lei non comprende il senso, né la ratio della Mia attività politica! Cercherò di essere chiaro.

12 agosto 2009

La mancanza di autorevolezza del potere in Italia

L’arroganza del potere sta diventando insopportabile in Italia. Figure di ministri scialbe e insignificanti vanno in giro circondate da guardie del corpo che rendono impossibile al comune cittadino anche solo avvicinarsi. Nelle manifestazioni pubbliche le forze dell’ordine hanno la consegna di agire in modo intimidatorio contro i cittadini che osano esprimere verbalmente – senza armi di alcun genere, se non la parola – il proprio dissenso verso il governo e il potere. La democrazia è minacciata nella sua intima essenza da una simile deriva autoritaristica.

09 agosto 2009

La manipolazione dell'informazione televisiva al servizio del centrodestra

Qualche anima candida si ostina a negare il ruolo decisivo dell’informazione televisiva nell’andamento delle vicende politiche nazionali degli ultimi quindici anni. Esistono per fortuna delle rilevazioni statistiche che, se lette con attenzione, possono aiutare a liberare gli occhi di quelle “anime candide” dalle grosse fette di prosciutto che li accecano. Consiglio in particolare di leggere le tabelle prodotte dall’Osservatorio di Pavia su sicurezza e media, riprese da un articolo di Ilvo Diamanti su la Repubblica.