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Visualizzazione post con etichetta Silvio Berlusconi. Mostra tutti i post
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02 dicembre 2009

E' ancora possibile in questo Paese distinguere il giusto dall'ingiusto?

Il ministro Alfano, che sta dando i numeri da parecchio tempo, è andato in Commissione Giustizia al Senato a snocciolare nuove cifre sul processo breve: su oltre 391.000 processi pendenti in primo grado - ha detto il ministro (Il Fatto Quotidiano di ieri, 1° dicembre, a pagina 2) - se ne estinguerà il 9,2%. Giorni prima aveva detto che il processo breve avrebbe cancellato solo l'1% dei processi in corso (ma allora a che serve fare una legge apposita?). Prima ancora aveva detto che la durata media del processo penale in Italia è di 7 anni e mezzo. Insomma, il povero cristo sembra avere seri problemi con la matematica e le percentuali.

Il CSM e l'Associazione Nazionale Magistrati, dal canto loro, forniscono proiezioni molto più allarmanti. Se l'ANM avesse ragione, con l'approvazione della legge sul processo breve, il 40-50% dei procedimenti in corso morirebbe o immediatamente o dopo pochi mesi.

Pensando a questa guerra di percentuali e, soprattutto, alla sventura che ho a vivere nell'Italia di oggi, a me sta venendo una forte depressione. Non scherzo.

18 novembre 2009

«Istoria vera de li anni 2010-2020 scritta ner 2059» (Un racconto di fantapolitica)

Pubblicamo, pe' ggentile concessione de l'editore Cocimelovo, er primmo capitolo dâ sezzione de istoria contemporania de «Càrcola», libbro de testo pê scole medie de Roma, Tivoli e Frascati, valido pe' l'anno scolastico 2059-2060. L'autore, Aquilotto Roscio, detto er Cazzabubbolo, ispera che sta nova edizzione der zu libbro, grazie pure a sta pubbricità, possa vénne quarche copia de più de quâ de l'anno passato, che nun sâ comprareno manco l'amici sua.


Cenni storichi presciolosi su li fatti principali capitati neî anni 2010-2020 overo come che semo 'rivati a l'attuale spartizzione politica der teritorio itajano


Propio a l'inizzio der 2010, cadde er governo de Sirvio Berlusconi. Successe che, pe' causa de 'no spione, fûrno scoprìti tre contàinere carichi de mignottoni, cocaina, novalgina, bombe a mano e DVD piedofili. Drento a lo doppio fonno de 'n contàinere ce stava pure 'n carico de tranzessuali - overo perzone che staveno 'n po' de qua e 'n po' de là - che a li tempi se portaveno 'na cifra.

14 novembre 2009

Prigionieri di un delirio di onnipotenza

Il disegno di legge sul cosiddetto «processo breve» è l'ultimo atto del personale delirio di onnipotenza di Silvio Berlusconi. Quest'uomo non vuole accettare in nessun modo la regola di uguaglianza tra i cittadini che vige nei paesi democratici. Non tollera di comparire - come un signor Chirac qualunque - davanti ai giudici che lo accusano di reati.

Non so se dentro di sé ritenga veramente di essere nel giusto (e sarebbe incredibile!), ma fatto sta che i suoi problemi giudiziari sono il motore che da molti, troppi anni obbliga il Parlamento e la politica italiana ad occuparsi in modo prioritario di leggi che non creano giustizia ma ingiustizia, leggi che non puntano a risarcire le vittime di reati ma a garantire, spesso con i sotterfugi più vergognosi, che i colpevoli la facciano franca.

01 ottobre 2009

Un embrione congelato di democrazia

Sono giorni difficili, in Italia, per chi ha a cuore il pluralismo dell'informazione. Tutta la televisione non allineata al modello dominante che furoreggia nei principali telegiornali e nella "Terza Camera" di Bruno Vespa (non fare domande scomode, nascondere per quanto possibile i fatti sgraditi alla maggioranza di governo), è sotto attacco da parte del centrodestra e dei vertici della RAI.

Avendo preso alla lettera la missione di servizio pubblico soprattutto nella parte "servizio", quei vertici si sbracciano per servire, ma non il pubblico, bensì il "committente occulto", che poi non è neppure tanto occulto, a ben vedere. Così, si mettono i bastoni tra le ruote ad Annozero, a Che tempo che fa, a Report e persino a Parla con me, il programma quasi notturno della Dandini. Il direttore generale della RAI, Masi, incurante di danneggiare una trasmissione che fa ottimi ascolti e procura introiti pubblicitari come Annozero, chiede l'intervento dell'Autorità garante delle telecomunicazioni a proposito della partecipazione di Travaglio al programma. In altre parole, il controllato chiede al controllore di attivarsi per verificare se c'è qualcosa che non va. Siamo alla farsa. Ed è altrettanto comico pensare che è stata la stessa Agcom a rifiutare l'incontro, avendo conservato forse il suo presidente - Corrado Calabrò - un minimo di senso del ridicolo.

07 agosto 2009

Il paladino della libera informazione...

Berlusconi sta alla libertà d’informazione come un infarto sta alla salute del cuore. Troppo difficile la proporzione? Allora sarà tutto più chiaro, ascoltando ciò che il presidente del Consiglio a vita ha avuto il coraggio di dire a una giornalista del TG3 nel corso dell’ultima conferenza stampa a Palazzo Chigi:
D’altronde lei appartiene a una testata, il TG3, che ieri è uscita con quattro titoli, tutti negativi e di contrasto all’attività del governo. Credo che sia una cosa che non dobbiamo più sopportare. Non possiamo più sopportare che la RAI, la nostra televisione pubblica, sia l’unica televisione al mondo che con i soldi di tutti attacchi il governo. Siamo maggioranza. Non vogliamo fare ciò che l’altra maggioranza di sinistra ha fatto in passato, quando la RAI ha continuato ad attaccare l’opposizione. Quindi non è vero che c‘è la libertà di stampa o di televisione e che compito di un media è di attaccare chi governa. È vero invece che c‘è una sinistra che attacca gli altri e c‘è una maggioranza democratica che non attacca la sinistra. E il mandato che io vorrei che la nostra televisione pubblica avesse, e il mandato che corrisponde – ho sondaggi precisi al riguardo – alla volontà degli italiani che pagano la RAI coi soldi di tutti, è che la RAI faccia veramente il servizio pubblico eche non attacchi né governo né opposizione.

24 giugno 2009

Financial Times: «Berlusconi e i suoi problemi di donne»

Gideon Rachman, un giornalista del Financial Times che scrive di affari esteri, ha dedicato ieri al nostro Presidente del Consiglio un graffiante articoletto, che traduco qui di seguito:
Qualche settimana fa Silvio Berlusconi è stato accusato di avere relazioni con minori. Ora l’accusa che appare nei giornali italiani e di avere rapporti con prostitute.
Qualunque sia la verità su queste accuse, fortemente negate, Berlusconi – ora nella sua settima decade – non ha mai fatto mistero di amare le giovani donne. Una volta mi trovai a una cena da lui offerta a Roma in onore dei giornalisti europei. Si assicurò che tutte le donne più belle fossero sedute al suo tavolo. Una giovane donna, che aveva evidentemente dimenticato quell’insegnamento della scuola di giornalismo che suggerisce di «mantenere una certa distanza dalle proprie fonti», finì per ritrovarsi seduta in grembo a Berlusconi.

23 giugno 2009

«Più alta è la responsabilità, più si ha il dovere del buon esempio. E della coerenza»

Sul numero 26 di Famiglia Cristiana, il direttore Antonio Sciortino, rispondendo ai lettori, firma un articolo di cui mi sento di sottoscrivere ogni parola, pur essendo io lontano mille miglia da molte delle posizioni abitualmente sostenute dalla chiesa cattolica. Ecco un ampio stralcio del testo di don Sciortino:
Chi ha l’onore e l’onere di servire il Paese (senza servirsene), per di più con una larga maggioranza, quale mai si era vista nella storia della Repubblica, è doveroso che si dedichi a questo importante compito senza “distrazioni”, che un capo di Governo non può permettersi. L’alta responsabilità comporta restrizioni di movimenti e comportamenti adeguati alla carica, per servire a tempo pieno il Paese e dedicarsi totalmente al “bene comune” dei cittadini.
A maggior ragione oggi, che il Paese è alle prese con una delle più gravi crisi economiche (ma anche morali) che abbia mai affrontato, con moltissime famiglie sulla soglia della povertà, lavoratori senza più occupazione e giovani precari a vita, senza futuro e speranza. Che esempio si dà alle giovani generazioni con comportamenti “gaudenti e libertini”, o se inculchiamo loro i valori del successo, dei soldi, del potere: traguardi da raggiungere a ogni costo, anche tramite scorciatoie e strade poco limpide?

22 giugno 2009

Silenzi, omissioni, mezze notizie. Il Patrizia-gate cancellato dai tg

DOCUMENTI Sebastiano Messina, la Repubblica

Dalla Rai a Mediaset: così un caso diventa "fantasma". Nelle edizioni di sabato una vera pietra tombale seppellisce l'inchiesta di Bari. Il Tg1 di Minzolini ha evitato di collegare Berlusconi alla D'Addario. Solo "feste a Palazzo Grazioli", aggiungendo: "Potrebbe trattarsi di millanterie"

È davvero possibile insabbiare uno scandalo che domina le prime pagine dei quotidiani nazionali, è al centro di un'inchiesta giudiziaria ed è finito immediatamente nei titoli della stampa internazionale? Sì, è possibile. In questa Italia dove il presidente del Consiglio ha anche l'ultima parola sulle nomine dei direttori di cinque dei sei maggiori telegiornali, ormai non c'è più bisogno di contestare i fatti, i sospetti e le accuse: basta nasconderli, e oplà, la notizia non c'è più.

Con Minzolini direttore il TG1 tocca l'acme del servilismo

L’intervento in video del neodirettore del TG1 Augusto Minzolini merita di essere ascoltato in silenzio, il silenzio attonito di chi non crede alle proprie orecchie.

13 aprile 2008

In Italy, crime pays and may get you elected

DOCUMENTI Tracy Wilkinson, Los Angeles Times

Voters' ballot choices this weekend read like a laundry list of what ails the country.

ROME – When they vote this weekend, Italians can choose among any number of convicted felons or the odd TV go-go dancer on the ballot. Not to mention the personal friends, relatives and, in one case, the physical therapist of party leaders putting together potential governments. Crime does not disqualify you from running for office in this country, nor are qualifications necessarily necessary.

Campaign season for the election of Italy's 62nd government in the last 63 years has highlighted the long line of unresolved problems undermining the country, thwarting important change and stymieing what was once a fabled icon of culture.

A beautiful, romantic country of olive-dappled landscapes and cobblestoned piazzas famed for its food, fashion and bella figura, Italy is today a land awash in corruption, economic decay, political ennui, rampant impunity and a fast-declining standard of living. Inflation is among the highest in Western Europe, growth the lowest. Record numbers of people report feeling poorer than ever.

25 gennaio 2008

I furbetti dell'emiciclo

Un paese in ostaggio di personaggi dotati di un'etica pubblica appena un gradino più su di quella di Al Capone

E così ce l'hanno fatta. I senatori dissidenti hanno fatto cadere il governo Prodi, tra sputi, parolacce, svenimenti e tappi di champagne, a suggellare degnamente l'anima volgare di molti furbetti dell'emiciclo.

La destra festeggia scompostamente la fine dell'odiato governo Prodi, "il peggiore del dopoguerra", come tante volte è stato definito da Fini, Berlusconi e colleghi. Ma era veramente il peggiore?

Per quanto mi riguarda, da comune cittadino che non frequenta i salotti della politica e si limita a documentarsi un po', usando giornali telegiornali e Web, ho avuto un'impressione diversa. Noto per esempio che, in meno di due anni, il governo uscente è riuscito a riportare il rapporto deficit/PIL molto al di sotto dei parametri di Maastricht, con una progressione che è stata giudicata addirittura sorprendente dagli esperti di una nota agenzia internazionale di rating. Noto che il gettito fiscale è in forte aumento e l'evasione fiscale viene combattuta con più convinzione di quanto sia mai stato fatto in passato. Noto che ciò ha portato nelle casse dello Stato più soldi, tanto da far nascere il neologismo "tesoretto", per indicare un bel po' di miliardi di euro provenienti da entrate maggiori di quelle preventivate. Noto che lo Stato dispone ora nuovamente di un significativo avanzo primario - cioè il danaro che serve per pagare gli interessi sul debito pubblico ed eventualmente per ridurlo -, avanzo che il governo Berlusconi era riuscito ad azzerare completamente.

31 gennaio 2007

Fenomenologia del conflitto di interessi

Mentre tutte le agenzie di stampa, i quotidiani, le radio e i telegiornali (RAI) rimandano la notizia delle lettera di Veronica Berlusconi, reti e siti Mediaset ignorano completamente la notizia.

La Repubblica di stamattina riporta con grande risalto il testo di una lettera aperta che la moglie di Berlusconi ha inviato al quotidiano, per lamentare il comportamento, per lei offensivo, tenuto pubblicamente dal marito.

Di fronte a questa notizia, le testate giornalistiche Mediaset, tutte insieme, come una vera corazzata della (dis)informazione, hanno completamente nascosto il "fattaccio" al loro pubblico. Forse non erano arrivati ordini di scuderia sul comportamento da tenere e nessuno si è voluto arrischiare a dispiacere il padrone. Oppure l'ordine di scuderia è arrivato ed era appunto di non dispiacere il padrone.

Riporto di seguito cosa scrive in proposito il sito del Corriere della Sera: