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24 luglio 2012

Furto d'informazione

DOCUMENTI autori vari, Il Manifesto

La politica è scontro d'interessi, e la gestione di questa crisi economica e sociale non fa eccezione. Ma una particolarità c'è, e configura, a nostro avviso, una grave lesione della democrazia.

Il modo in cui si parla della crisi costituisce una sistematica deformazione della realtà e una intollerabile sottrazione di informazioni a danno dell'opinione pubblica. Le scelte delle autorità comunitarie e dei governi europei, all'origine di un attacco alle condizioni di vita e di lavoro e ai diritti sociali delle popolazioni che non ha precedenti nel secondo dopoguerra, vengono rappresentate, non soltanto dalle forze politiche che le condividono (e ciò è comprensibile), ma anche dai maggiori mezzi d'informazione (ivi compreso il servizio pubblico), come comportamenti obbligati ("non-scelte"), immediatamente determinati da una crisi a sua volta raffigurata come conseguenza dell'eccessiva generosità dei livelli retributivi e dei sistemi pubblici di welfare. Viene nascosto all'opinione pubblica che, lungi dall'essere un'evidenza, tale rappresentazione riflette un punto di vista ben definito (quello della teoria economica neoliberale), oggetto di severe critiche da parte di economisti non meno autorevoli dei suoi sostenitori.

22 giugno 2009

Silenzi, omissioni, mezze notizie. Il Patrizia-gate cancellato dai tg

DOCUMENTI Sebastiano Messina, la Repubblica

Dalla Rai a Mediaset: così un caso diventa "fantasma". Nelle edizioni di sabato una vera pietra tombale seppellisce l'inchiesta di Bari. Il Tg1 di Minzolini ha evitato di collegare Berlusconi alla D'Addario. Solo "feste a Palazzo Grazioli", aggiungendo: "Potrebbe trattarsi di millanterie"

È davvero possibile insabbiare uno scandalo che domina le prime pagine dei quotidiani nazionali, è al centro di un'inchiesta giudiziaria ed è finito immediatamente nei titoli della stampa internazionale? Sì, è possibile. In questa Italia dove il presidente del Consiglio ha anche l'ultima parola sulle nomine dei direttori di cinque dei sei maggiori telegiornali, ormai non c'è più bisogno di contestare i fatti, i sospetti e le accuse: basta nasconderli, e oplà, la notizia non c'è più.

31 gennaio 2007

Fenomenologia del conflitto di interessi

Mentre tutte le agenzie di stampa, i quotidiani, le radio e i telegiornali (RAI) rimandano la notizia delle lettera di Veronica Berlusconi, reti e siti Mediaset ignorano completamente la notizia.

La Repubblica di stamattina riporta con grande risalto il testo di una lettera aperta che la moglie di Berlusconi ha inviato al quotidiano, per lamentare il comportamento, per lei offensivo, tenuto pubblicamente dal marito.

Di fronte a questa notizia, le testate giornalistiche Mediaset, tutte insieme, come una vera corazzata della (dis)informazione, hanno completamente nascosto il "fattaccio" al loro pubblico. Forse non erano arrivati ordini di scuderia sul comportamento da tenere e nessuno si è voluto arrischiare a dispiacere il padrone. Oppure l'ordine di scuderia è arrivato ed era appunto di non dispiacere il padrone.

Riporto di seguito cosa scrive in proposito il sito del Corriere della Sera: