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Visualizzazione post con etichetta Furio Colombo. Mostra tutti i post
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29 luglio 2012

Nel mondo senza leader è la rete che domina

DOCUMENTI Furio Colombo, Il Fatto Quotidiano

Qualcosa è accaduto mentre noi eravamo occupati nel tentare di salvarci dalla bancarotta. Sono scomparsi i leader. Non parliamo di quelli che c'erano nel passato "normale". Si sono tolti di mezzo da soli, a volte, in circostanze drammatiche. Altre volte semplicemente sono svaniti come nell'effetto speciale di un film. C'erano, e occupavano spazio, notizie, interviste, talk show. C'erano e non ci sono più. Sono ancora in giro, ma non in favore di telecamere. Se parlano non si sente la voce. E non trascinano nessuno. Il fenomeno non è solo italiano. Il mondo in questo momento è occupato da marce e comizi, da sit in e assemblee, dove nessuno guida e nessuno ha qualcosa di speciale da dire, non nel senso del carisma, della leadership, del messaggio con cui mettersi alla testa di una folla.

06 luglio 2012

Rai, Schifani il fuorilegge

DOCUMENTI Furio Colombo, Il Fatto Quotidiano

L’operazione “elezione del nuovo Cda Rai” è avvenuta in violazione della Costituzione e agli ordini di Berlusconi eseguiti dal presidente del Senato

Paolo Amato era un senatore Pdl membro della Commissione di Vigilanza Rai. In queste ore era chiamato, con i suoi colleghi di destra e di sinistra, a indicare e votare alcune persone, presumibilmente con qualche titolo e qualche valore in qualche campo, per comporre il nuovo consiglio di amministrazione della Rai. Questo piccolo, modesto intervento parlamentare nella storia italiana, non è mai avvenuto. Il sen. Paolo Amato non ha scelto né votato nessuno perché al momento di votare non c’era più. Era accaduto che il suo partito l’aveva improvvisamente rimosso per divergenza di idee: non aveva indicato e non avrebbe votato la stessa persona imposta dal suo partito. C’è però una fastidiosa complicazione: la Costituzione stabilisce che i parlamentari sono eletti “senza vincolo di mandato”. Provvede subito il presidente del Senato. Rimuove subito e sostituisce un membro della Commissione di Vigilanza Rai sgradito a Berlusconi.