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27 luglio 2012

Battaglie di retroguardia

DOCUMENTI Piergiorgio Odifreddi, Il non-senso della vita

Il Comune di Milano ha istituito il registro delle unioni civili. L’approvazione del decreto ha richiesto una seduta di undici ore e mezzo, e un’estenuante mediazione della maggioranza con l’area cattolica del Pd e l’area laica del Pdl: cioè, fra la retroguardia dei progressisti, che si è astenuta, e l’avanguardia dei retrogradi, che ha votato a favore di un provvedimento debitamente annacquato.

Contro hanno votato i retrogradi. Per intenderci, lo stesso gruppo “politico” che alla Regione Lombardia vanta fra i suoi membri (o, più precisamente, fra le sue vagine) la notoria organizzatrice delle Orgettine in casa del moderno Innominato milanese. Siamo nel terzo millennio, e quelli (o quelle) sono ancora fermi al motto: “vizi privati, pubbliche virtù”.

Nei giorni passati il sindaco Giuliano Pisapia aveva dovuto rintuzzare l’attacco del clero, guidato dal nuovo cardinale Angelo Scola. E aveva affermato che, come il Comune rispetta le decisioni della Curia in campo religioso, così la Curia deve rispettare le decisioni del Comune in campo politico. Parole ovvie, che solo la condizione retrograda del nostro paese ha potuto far considerare coraggiose o controverse.

A proposito di ovvio, il registro delle unioni civili ne è appunto una sublime e suprema manifestazione. Esso infatti si limita, come dice il suo nome, a registrare le unioni di fatto: cioè, a prendere atto dell’esistente. Ma è proprio questo che non va giù a coloro che per professione (di fede) negano i fatti e pretendono di vivere, e soprattutto di far vivere gli altri, in un mondo ispirato alle finzioni.

La vera rivoluzione sarebbe l’istituzione non di un registro delle coppie di fatto, che estenda ad esse il trattamento accordato alle coppie di diritto, ma l’istituzione di un registro dei credenti di fatto, che restringa per essi la possibilità di intervenire nelle discussioni e nelle votazioni sui diritti.

Fino a quando, invece, dovremo continuare a sentire papi, cardinali, vescovi, preti e fedeli pontificare contro l’ovvio, e cercare di interferire con le scelte di civiltà? Perché è di questo che si tratta, e bene ha fatto Pisapia a ricordarlo nella sua richiesta risposta alle non richieste esternazioni della Curia.

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