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01 luglio 2012

Cattolici addio, il Brasile è evangelico

DOCUMENTI Giuseppe Bizzarri, Il Fatto Quotidiano

Allarme fedeli e vocazioni

Rio de Janeiro – Sono sempre meno i fedeli in Brasile, il paese con il più gran numero di cattolici al mondo. L’inarrestabile emorragia della fede cattolica nel paese sudamericano, considerato strategico per il Vaticano, ha avuto - secondo la statistica divulgata venerdì scorso dall'Ibge, Instituto Brasileiro de Geografia e Estatistica - un calo record. Tra il 2000 e il 2010 il numero di cattolici si è ridotto del 12%, mentre quello degli evangelici è cresciuto del 44%. Quello di Rio de Janeiro - dove papa Ratzinger verrà nel 2013 a celebrare la Giornata mondiale della gioventù – è lo stato meno cattolico del Brasile. Sono fedeli alla chiesa 123,3 milioni di brasiliani, mentre gli evangelici raggiungono i 42,3 milioni.

IN SOLI cinquanta anni, i cattolici – rivela la statistica Ibge - sono passati dal 93,1 al 64% della popolazione brasiliana che supera i 190 milioni di persone. Aumenta anche il numero dei brasiliani che si dichiarano di non avere una fede, mentre rimane stabile la percentuale dei seguaci delle religioni afro-brasiliane.

Il successo evangelico - secondo la sociologa francese dell’Ecole des hautes etudes en science sociales, Barbara Serrano, la quale per motivi di ricerca si è infiltrata per 6 mesi in una delle cellule dell’Igreja universal do reinho de Deus a Rio de Janeiro - deriva dal fatto che l’organizzazione agisce nelle situazioni sociali più degradate, dove i pastori protestano contro l’esclusione sociale, ma non in termini rivoluzionari. “Direi più come un sistema d’auto aiuto e sempre seguendo i valori di una società capitalista” afferma la sociologa. I rappresentanti evangelici incitano i fedeli all’autostima, elemento non indifferente per resuscitare l’ego di un brasiliano che vive in miseria. I dati dell’Ibge danno ragione a Serrano, poiché mostrano che le religioni di origine pentecostale sono quelle che possiedono il maggior numero di fedeli (63,7%), con reddito procapite inferiore a un salario minimo (243 euro). Al secondo posto si trovano i cattolici, con il 59,2% dei fedeli.

“HANNO FATTO dei danni tremendi alla chiesa brasiliana”, afferma l’esperto brasiliano in ecumenismo, Marco Lucchesi, riferendosi al revisionismo conservatore di papa Karol Wojtyla, il quale inviò negli anni Ottanta l’ex prefetto del Sant’Uffizio Joseph Ratzinger a rimuovere dalla gerarchia ecclesiastica brasiliana. e nel resto dell’America Latina, i rappresentati di quello che è considerato fino ad oggi il più grande movimento cattolico di base: la Teologia da Libertação. Il progressivo allontanamento della chiesa dalla base - secondo Lucchesi – aprì una breccia alle pragmatiche sette evangeliche non solo in Brasile, ma nel resto dell’America Latina, dove il Vaticano perde sempre più adepti. Oggi gli evangelici in Brasile possiedono la più grande lobby politica; senza il loro sostegno politico, né Inacio Lula da Silva, né Dilma Rousseff avrebbero mai potuto raggiungere la presidenza.

8 commenti :

  1. Leggo:

    "IN SOLI cinquanta anni, i cattolici – rivela la statistica Ibge - sono passati dal 93,1 al 64% della popolazione brasiliana che supera i 190 milioni di persone."

    Mumble, mumble...

    I dati si riferiscono al censimento 2010, quindi se torniamo indietro di 50 anni andiamo al 1960.

    Secondo la Banca Mondiale, la popolazione del Brasile era
    1960 -> 72.758.800 individui
    2010 -> 194.946.000 individui

    con un incremento demografico pari al 267,93% !

    Se la proporzione di cattolici era del 93,1% nel 1960, essi erano in valore assoluto quasi 68 milioni, mentre erano quasi 126 milioni nel 2010 con il 64% della popolazione.

    Quindi a me sembra proprio che IN SOLI 50 anni la popolazione cattolica brasiliana sia invece quasi raddoppiata.

    Sbaglio?

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    1. Qualcosa è sbagliato.

      Anonimo ha scritto:
      Secondo la Banca Mondiale, la popolazione del Brasile era
      1960 -> 72.758.800 individui
      2010 -> 194.946.000 individui

      con un incremento demografico pari al 267,93% !

      Se la proporzione di cattolici era del 93,1% nel 1960, essi erano in valore assoluto quasi 68 milioni, mentre erano quasi 126 milioni nel 2010 con il 64% della popolazione.

      Ho rifatto i conti ed è invece:
      Secondo la Banca Mondiale, la popolazione del Brasile era
      1960 -> 72.758.800 individui
      2010 -> 194.946.000 individui

      con un incremento demografico pari al 167,93% !

      Se la proporzione di cattolici era del 93,1% nel 1960, essi erano in valore assoluto quasi 68 milioni, mentre erano quasi 125 milioni nel 2010 con il 64% della popolazione.

      La conclusione resta vera:
      negli ultimi 50 anni i cattolici brasiliani sono quasi raddoppiati.

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  2. A parte il valore discutibile di queste statistiche nel fotografare lo stato delle cose, è ovvio che l'articolo si riferisce a una perdita in termini proporzionali, non assoluti. Mi sembra in proposito particolarmente significativo questo dato: "Tra il 2000 e il 2010 il numero di cattolici si è ridotto del 12%, mentre quello degli evangelici è cresciuto del 44%".

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  3. No, non è ovvio, purtroppo. Infatti avrei preferito leggere "Tra il 2000 e il 2010 la *proporzione* di cattolici si è ridotta del 12%...", che tra l'altro significa un calo assoluto di poco meno di 2,5 milioni di fedeli nel decennio.

    Credo che l'articolo sia piuttosto sciatto, per non dire mistificatorio visto che la verità manca già nel titolo.

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  4. Un calo del 12% su 126 milioni significa un calo assoluto di 15 milioni e passa di fedeli, non 2,5 milioni. A parte questo, concordo sulla sciatteria dell'articolo, ma mi sembra che il fenomeno descritto – avanzata netta degli evangelici a danno dei cattolici tra i ceti più deboli - corrisponda al vero.

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  5. La proporzione dei cattolici dal 2000 al 2010 passa dal 73,6% al 64,6% (da 128.376.800 a 125.935.116 fedeli, in termini assoluti) con un calo assoluto percentuale del 9% e relativo del 12%, pari a 2.441.684 fedeli e non 15 milioni, come l'uso della parola *numero* lascia inferire.

    Nello stesso lasso di tempo i protestanti evangelici sono passati da 15,4% al 22,2% (da 26.861.450 a 43.278.012 fedeli) con un aumento percentuale assoluto del 6,8% (pari a 16.416.562 fedeli) e relativo del 44%.

    Come si vede, il Brasile rimane un paese solidamente cattolico, ma è vero che sta crescendo il protestantesimo evangelico, ma questo cresce molto di più di quanto sostanzialmente indietreggi la fede cattolica.

    In ogni caso e in definitiva, quello che sta davvero succedendo in Brasile (e in Sud America), ciò che proprio l'Ibge, Instituto Brasileiro de Geografia e Estatistica ha definito eufemisticamente "crescimento da diversidade dos grupos religiosos" dovrebbe preoccupare proprio chi cattolico e religioso non è.

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    1. OK, mi hai convinto. Se conosci articoli più precisi e degni di fede sul medesimo argomento, fammelo sapere, grazie.

      (Ma perché continuare a firmarsi "anonimo"?)

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    2. http://www.internazionale.it/news/brasile-americhe/2011/12/28/la-tv-dei-miracoli/

      http://la1.rsi.ch/segnideitempi/welcome.cfm?idg=0&ids=3120&idc=40923

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