La mentalità italiana è atavicamente e disperatamente individualista e familista, soprattutto al Sud. Non deve dunque meravigliare se proprio il Sud d'Italia, e la Campania in particolare, sono diventati la prova provata che lo spietato perseguimento dell'interesse privato a danno di quello pubblico si risolve alla lunga in un disastro completo. Un disastro che coinvolge anche chi lo ha provocato e si è arricchito ai danni della collettività: ciò perché il danneggiatore, a dispetto del suo menefreghismo, fa parte anche lui della collettività.
Le foto che pubblico a corredo di questo articolo, che ho scattato io stesso girando a piedi per le strade di Caserta nel pomeriggio del primo gennaio 2008, sono la dimostrazione di un degrado inarrestabile dell'ambiente urbano, che ha molte cause particolari e un'unica causa generale: lo spietato perseguimento dell'interesse privato a danno di quello pubblico.
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03 gennaio 2008
13 marzo 2007
Campania (in)felix
DOCUMENTI Alessandro Iacuelli, Le vie infinite dei rifiuti
L'inquinamento costante e sistematico dell'ambiente e dei suoi abitanti sta cambiando la morfologia del paesaggio, rendendolo ormai molto simile ad una grande discarica. Ciò che è visibile ad occhio nudo, tuttavia, non basta per comprendere un fenomeno molto più complesso, il cosiddetto "business dei rifiuti".Nel desolante paesaggio generale emerge Napoli, che agonizza soffocata dalle esalazioni dei rifiuti urbani, e la Campania, che muore avvelenata da materiali tossici, dalla politica compiacente e dalla criminalità che la assedia.
Le vie infinite dei rifiuti è un'inchiesta giornalistica che ricostruisce il viaggio e lo smaltimento dei materiali tossici verso la Campania e le motivazioni concrete dell'ormai cronica "emergenza rifiuti" della regione. Il testo seguente riproduce il primo capitolo del libro.
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