Nella giornata di oggi, domenica 24 febbraio, l'agenzia ANSA lancia la seguente notizia, “Berlusconi: intesa PDL-MPA, in Sicilia corre Lombardo”, al fondo della quale si può leggere:
Al cronista che gli chiede se l'appoggio di Cuffaro a Lombardo possa creare qualche imbarazzo a livello nazionale al Pdl, Micciché risponde con una battuta ironica: “Evidentemente c'è un motivo per cui Kafka è nato a Vienna e Pirandello è nato in Sicilia”.Immediatamente il lancio d'agenzia viene ripreso dal Corriere, in un articolo intitolato “Silvio costretto a cedere a pressioni” (titolo poi corretto, chissà perché, in “Intesa in Sicilia, Berlusconi esulta «Vinceremo al Senato. Noi il centro»”), all'interno del quale leggiamo:
«Cuffaro? Kafka non è siciliano...» - Resta però la contraddizione Cuffaro, l'ex presidente della giunta regionale, esponente dell'Udc, che per primo aveva espresso il proprio sostegno a Lombardo. Nessun imbarazzo a livello nazionale? ha chiesto a Micciché il cronista dell'Ansa. Ironica e amara la risposta: «Evidentemente c'è un motivo per cui Kafka è nato a Vienna e Pirandello è nato in Sicilia».Anche La Stampa riprende la notizia e titola: “Caso Sicilia, Miccichè si allinea: «Lombardo avrà il mio appoggio»”. Nel corpo dell'articolo non manca una ripresa letterale delle parole di Micciché riferite dall'ANSA:
Al cronista che gli chiede se l'appoggio di Cuffaro a Lombardo possa creare qualche imbarazzo a livello nazionale al Pdl, Miccichè risponde con una battuta ironica: «Evidentemente c'è un motivo per cui Kafka è nato a Vienna e Pirandello è nato in Sicilia».Il riferimento a Kafka rimbalza anche sui notiziari via web, come per esempio in Temporeale di Libero, che pubblica un articolo contenente la medesima dichiarazione di Gianfranco Micciché, presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana.
La bellezza del Web è che permette appunto la più rapida diffusione delle notizie.
Il fatto è che Kafka non è affatto nato a Vienna, ma a Praga (nel 1883).
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| Gianfranco Micciché |
Quello che secondo me, invece, non è minimamente scusabile è il comportamento dei giornalisti, che ormai troppo spesso non fanno altro che fare da megafono alle dichiarazioni dei politici, avendo abdicato completamente a qualsiasi forma di critica e di controllo su quanto i politici stessi dichiarano. Negli articoli che ho citato, infatti, non è presente alcuna precisazione riguardo l'errore relativo al luogo di nascita di Kafka, e non penso che si tratti di una forma di delicatezza verso l'onorevole Micciché...
Analogamente, qualche giorno fa è occorsa l'attenzione dei blogger per scoprire che la presunta poesia di Neruda recitata da Mastella in Parlamento era opera in realtà della brasiliana Martha Medeiros.
Se il livello medio del giornalismo italiano è questo, siamo a posto! Di passacarte travestiti da giornalisti non sappiamo davvero che farcene.
Postilla del 28 febbraio 2008
Vista l'ignoranza e la superficialità mostrata dai giornalisti italiani sulla questione Kafka-Vienna, si resta allibiti, per contrasto, di fronte all'importanza assoluta che alcuni giornali statunitensi attribuiscono ai fatti, e perciò al controllo delle notizie prima di pubblicarle. Vale la pena di riportare a tal proposito l'editoriale di Giovanni De Mauro, tratto dal sommario del numero 732 della rivista Internazionale.
"Leggere il New Yorker è un piacere, lavorare per loro un incubo", racconta Nick Hornby. "Hanno quella mania così americana di verificare ogni dettaglio. Quando gli mandi un articolo, poi devi aspettare tre settimane prima di avere una risposta che, per l'ora di New York, ti rovina la serata. Una volta mi hanno chiamato in piena notte per controllare le parole di una canzone. Non si fidavano della mia trascrizione. Alla fine ho dovuto avvicinare il telefono alle casse dello stereo per fargli ascoltare il cd". Il New Yorker ha una squadra di venti fact checker, tutti sotto i trent'anni, che controllano ogni singola informazione contenuta negli articoli del settimanale. Controllano pure i fumetti e le poesie inedite. Non solo: richiamano tutte le persone intervistate, comprese le fonti anonime, come quelle citate da Seymour Hersh nella sua nuova inchiesta che pubblichiamo in questo numero. "Con i fact checker dormo meglio la notte", ha detto David Remnick, il direttore del New Yorker.
Riferimenti
- Intesa in Sicilia, Berlusconi esulta «Vinceremo al Senato. Noi il centro», Corriere della Sera, 24/2/2008
- Caso Sicilia, Miccichè si allinea: Lombardo avrà il mio appoggio", La Stampa, 24/2/2008
- Incubo, Giovanni De Mauro, Internazionale, 21/2/2008
- Franz Kafka (Wikipedia)
- The New Yorker


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